Home Articoli Violenza sessuale sull’argine dell’Adige a Legnago, la comunità si mobilita: giovedì il corteo “Basta paura, riprendiamoci Legnago”

Violenza sessuale sull’argine dell’Adige a Legnago, la comunità si mobilita: giovedì il corteo “Basta paura, riprendiamoci Legnago”

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La brutale aggressione sessuale ai danni di una donna cinquantenne, avvenuta venerdì sera lungo l’argine dell’Adige, ha scosso in profondità la comunità di Legnago. Secondo la denuncia della vittima, l’aggressore – descritto come un uomo di probabile origine magrebina – l’avrebbe colta di sorpresa nei pressi del ponte ferroviario, in una zona solitamente frequentata, approfittando della luce ancora presente per trascinarla tra le sterpaglie e violentarla. Le sue grida hanno attirato l’attenzione di alcuni passanti, che le hanno permesso di liberarsi. L’uomo è riuscito a fuggire.

Le indagini sono ora nelle mani dei Carabinieri, impegnati a rintracciare il responsabile grazie anche al sistema comunale di videosorveglianza, che conta quasi cento dispositivi attivi.

“Sono addolorato come uomo e come sindaco”, ha dichiarato Paolo Longhi, primo cittadino di Legnago, esprimendo profonda solidarietà alla vittima e annunciando un rafforzamento dei controlli nei punti più sensibili della città. “Rafforzeremo la vigilanza nei punti più critici e faremo tutto il possibile per rendere più difficile nascondersi o colpire”, ha aggiunto Longhi.

La risposta della città: corteo per la sicurezza e la libertà

Giovedì 19 giugno, alle ore 19, la cittadinanza è chiamata a raccolta con il corteo “Basta paura, riprendiamoci Legnago”, promosso dalla Pro Loco, dalla Commissione Pari Opportunità e patrocinato dal Comune. Il corteo partirà da via XXIV Maggio, snodandosi proprio lungo la pista ciclabile dell’Adige, simbolo della quotidianità che questa violenza ha ferito.

“Non possiamo limitarci all’indignazione. È il momento di dimostrare con forza la nostra solidarietà, il nostro abbraccio, ma soprattutto la nostra unità e il nostro coraggio”, spiegano i promotori. Tutte le realtà del territorio, associazioni, istituzioni e semplici cittadini sono invitate a partecipare per riaffermare un diritto troppo spesso messo in discussione: “vivere in sicurezza e libertà”.

Un messaggio chiaro, collettivo, che parte dal dolore ma vuole farsi speranza e presidio di civiltà.



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