Dopo anni di abbandono e precarietà, cinque alloggi comunali sono tornati a nuova vita, accogliendo venti lavoratori immigrati con regolare permesso di soggiorno. L’intervento, realizzato dalla cooperativa La Casa per gli Immigrati, è il primo frutto tangibile di una strategia più ampia promossa dal Comune di Verona e Agec per affrontare l’emergenza abitativa non più con misure tampone, ma con un’azione organica e strutturata.
A partire da maggio, gli ex ospiti dell’edificio occupato “Ghibellin Fuggiasco” di Borgo Venezia hanno trovato finalmente un tetto sicuro. L’operazione, dal costo complessivo di oltre 120 mila euro, ha incluso non solo la messa a norma degli impianti e il rifacimento completo dei servizi igienici, ma anche la sostituzione di caldaie, serramenti e arredi. “Il buon esito dell’operazione è stato possibile grazie ad una fattiva collaborazione pubblico/privato”, ha dichiarato il presidente della cooperativa Renzo Fior, aggiungendo che “il nostro compito prosegue con l’accompagnamento sociale degli ospiti nei nuovi contesti condominiali”.
La vera novità è però l’annuncio della costituzione dell’Agenzia Sociale per l’Abitare, una vera e propria cabina di regia dotata di risorse proprie e personale dedicato, con il compito di gestire a livello distrettuale l’intero fronte casa, in linea con i nuovi Ambiti Territoriali Sociali (ATS). A finanziare l’avvio della struttura, 158 mila euro dalla Regione Veneto più 20 mila euro di cofinanziamento comunale.
“Agec da sola non basta. Serve un modello nuovo per affrontare un problema che riguarda giovani, famiglie, anziani e lavoratori” ha spiegato l’assessora Luisa Ceni, sottolineando la necessità di risposte rapide e coordinate.
Alla base del progetto c’è una modifica al regolamento per l’assegnazione degli alloggi a canone convenzionato, approvata da Agec nel giugno 2024, che ha consentito l’assegnazione non solo dei 5 alloggi alla cooperativa “La Casa per gli Immigrati”, ma anche di 2 alloggi alla Pia Opera Ciccarelli, per sistemare personale socio-sanitario.
“È l’attuazione seria, trasparente e rigorosa di una richiesta che da anni veniva rivolta ad Agec”, ha affermato la presidente Anita Viviani, aggiungendo che gli alloggi destinati al Terzo Settore sono scelti tra quelli sfitti che l’azienda non riesce a rimettere in circolo per carenza di risorse.
Soddisfazione anche da parte del consigliere del cda Gianfranco Falduto, che ha dichiarato: “Questo intervento dimostra che quando il pubblico apre le porte al Terzo Settore, i risultati arrivano in tempi rapidi e con costi contenuti per la collettività. Ogni alloggio vuoto è un’occasione sprecata, ogni partnership è un investimento in coesione, sicurezza e futuro”.













