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Undici associazioni, dieci idee: a Quinzano nasce la proposta di un PAT condiviso per la Verona di domani

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Undici associazioni veronesi si sono riunite oggi nella sala Garonzi di Quinzano per presentare dieci proposte concrete al fine di contribuire in modo attivo e plurale alla definizione del nuovo PAT – Piano di Assetto del Territorio del Comune di Verona. L’iniziativa, inedita per numero e varietà di partecipanti, ha voluto offrire all’Amministrazione Tommasi un esempio di pianificazione partecipata, mettendo in dialogo mondi e approcci anche molto diversi tra loro.

“Per la prima volta, associazioni dai diversi orientamenti si sono ascoltate reciprocamente, elaborando visioni e contributi per un futuro più equo, verde e vivibile” – è il messaggio condiviso al termine della mattinata.

Le realtà partecipanti

In ordine alfabetico: Associazione Giuseppe Barbieri, Associazione Piccoli Proprietari Case, Corporazione Esercenti Centro Storico Verona, Comitato di Verona Sud, Legambiente Verona, Locatur, Simtur, Verona Città Bosco, Verona Polis, WWF Veronese odv, e il gruppo di Ingg. Segala, Ferrari, Spellini.

I principali contributi

  • Associazione Giuseppe Barbieri: “Serve un’urbanistica del fare, con infrastrutture in bioedilizia e servizi decentrati per alleggerire il centro. Proponiamo un nuovo camminamento integrato nel Central Park e una rete stradale che protegga i quartieri dal traffico, tra cui la Diagonale e il Viale Intervallivo sotto le Torricelle”.
  • APPC – Associazione Piccoli Proprietari Case: “No alla deregulation sulle trasformazioni da negozi a case: rischio turistificazione selvaggia. Serve vincolare i cambi d’uso a contratti a canone concordato. E si apra un tavolo stabile sugli affitti brevi”.
  • Corporazione Esercenti Centro Storico: “ZTL h24? Solo se c’è un TPL potenziato. Serve un trasporto urbano capillare che sostenga residenti, lavoratori e turismo di prossimità”.
  • Comitato Verona Sud: “Azzerare le cementificazioni e destinare a verde l’ex Scalo Merci. Manca una rete ciclo-pedonale e il verde è ancora troppo poco nei quartieri a sud”.
  • Legambiente Verona: “Fermiamo il consumo di suolo entro il 2030, ripensiamo il traffico con dati aggiornati e stop a nuove strade prima di potenziare il trasporto pubblico. Verona è ferma da dieci anni sulle politiche ambientali”.
  • Locatur: “ZTL sì, ma con buon senso: i clienti devono poter accedere per scaricare i bagagli. Siamo favorevoli a limitare nuove aperture di LT, ma serve anche rilanciare le licenze alberghiere con standard moderni”.
  • Simtur: “Il centro storico va ripensato con la ‘gentilezza’: servono politiche condivise tra commercio, cultura e cittadinanza. Proponiamo un masterplan multilivello per abitare e vivere il centro con armonia”.
  • Verona Città Bosco: “PAT e Piano del Verde devono marciare insieme. Vogliamo il grande parco dell’Adige, un bosco urbano all’Arsenale e la difesa delle aree agricole. Verde come investimento, non come costo”.
  • Verona Polis: “Stop consumo suolo, censimento e riuso immobili vuoti, tutela della Marangona e rilancio del centro storico. Sì a una vera partecipazione e a una cintura verde urbana lungo i Forti”.
  • WWF Veronese: “Parchi senza gestione, risorgive scollegate, verde frammentato. Servono connessioni ecologiche e nuove fermate ferroviarie. E il depaving? Si inizi dai parcheggi, con alberi e pannelli solari”.
  • Ingg. Segala, Ferrari, Spellini: “Credito verde per le zone più carenti, flessibilità d’uso, recupero delle aree dismesse e riduzione delle superfici cementificate. Serve coinvolgere i giovani nella pianificazione per uno sviluppo davvero sostenibile ed equo”.

Un esempio di partecipazione

Le associazioni hanno ribadito l’importanza di “superare le logiche verticali” e trasformare il PAT in uno strumento vivo, costruito dal basso, aperto alle esperienze e sensibilità del territorio. “Non ci sono visioni uniche, ma tante voci che meritano ascolto” – è stato ribadito.

Il confronto non si chiude qui: tutte le realtà coinvolte hanno espresso disponibilità a proseguire il dialogo con l’amministrazione e a contribuire con spirito costruttivo alla stesura finale del nuovo strumento urbanistico della città.



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