Su 563 Comuni presenti in Veneto, solo 30 hanno inviato nel 2023 delle segnalazioni qualificate all’Agenzia delle Entrate per contrastare l’evasione e l’elusione fiscale. Una percentuale sconfortante, pari al 5,3%, che ha spinto la CGIA di Mestre a una riflessione amara: “A parole tutti contro l’evasione, nei fatti in pochi la combattono davvero”.
Eppure, la legge è chiara: ai Comuni che collaborano con il fisco viene riconosciuto il 50% delle somme accertate, denaro che potrebbe essere reinvestito in servizi pubblici e riduzione della pressione fiscale.
Verona in vetta, molti capoluoghi fermi
Il Comune più virtuoso è stato Verona, che ha incassato 32.905 euro grazie all’attività anti-evasione. Seguono Bussolengo (24.966 euro), Venezia (22.416 euro) e Peschiera del Garda (18.008 euro). Fa riflettere che capoluoghi come Treviso, Rovigo e Belluno risultino del tutto assenti.
Sindaci con le mani legate o occhi chiusi?
La CGIA distingue due categorie: i sindaci impossibilitati e quelli disinteressati. Il problema principale è la mancanza di personale qualificato e formato per redigere segnalazioni dettagliate, come richiesto dal fisco. “Non basta indicare un evasore, servono prove precise e documentate”, spiegano.
Tuttavia, “non si può nemmeno escludere che in alcuni casi si preferisca ignorare certi comportamenti per non perdere consenso politico locale”. Un’accusa che pesa soprattutto nei territori dove l’illegalità è più diffusa e socialmente tollerata.
Eppure gli illeciti si vedono
Secondo l’Istat, nel 2022 l’abusivismo edilizio in Veneto si attestava al 5,3%, il dato più basso d’Italia. Ma nel Mezzogiorno si raggiungono percentuali ben più gravi: 54,1% in Basilicata e Calabria, 50,4% in Campania.
Sul fronte del lavoro nero, i dati parlano di 2,5 milioni di lavoratori irregolari in Italia, 162mila solo in Veneto. “Come può essere che nei capoluoghi veneti non venga fatta neppure una segnalazione qualificata?” si chiede la CGIA.
️♂️ Cosa possono fare i Comuni
Le segnalazioni qualificate possono riguardare:
- attività di impresa senza partita IVA;
- edilizia abusiva o soggetti coinvolti in operazioni non autorizzate;
- immobili non dichiarati o locazioni in nero;
- false residenze all’estero;
- beni di lusso in assenza di redditi congrui.
In altre parole, i Comuni dispongono di informazioni decisive che, se correttamente segnalate, permetterebbero di rafforzare la lotta all’evasione e aumentare le entrate comunali senza toccare i cittadini onesti.
Conclusione
“Contrastare l’evasione non è solo un dovere morale, ma anche un’opportunità economica”. E Verona dimostra che si può fare. Ai tanti sindaci che ancora si girano dall’altra parte, la CGIA lancia un messaggio chiaro: “Il vero spreco non è segnalare, è rimanere in silenzio”.
E i cittadini onesti? Pagano anche per chi evade.













