Un Bentegodi vestito a festa per i 40 anni dallo storico Scudetto non è bastato all’Hellas Verona per conquistare la salvezza matematica. Nella 36ª giornata di Serie A, gli uomini di Paolo Zanetti impattano 1-1 contro un Lecce attento e combattivo, rinviando l’appuntamento con l’aritmetica permanenza in A.
Sfida tesa, poco spettacolare, contratta dalla posta in palio altissima. I gialloblù hanno schierato Tengsted dal 1′ accanto a Sarr, con il rientro in difesa di Coppola e Ghilardi. I salentini, guidati da Giampaolo, hanno risposto con un non al top Kristovic al centro dell’attacco, sostenuto a centrocampo da Helgason.
Il match si è sbloccato al 23’, proprio con Kristovic, servito in area da Tete Morente e lucido nel battere Montipò. L’Hellas ha reagito solo a ridosso dell’intervallo, quando al 41′ Suslov ha disegnato una punizione dalla trequarti sinistra trovando il colpo di testa vincente di Coppola, lasciato colpevolmente solo dalla retroguardia pugliese.
Nella ripresa, i cambi hanno smosso qualcosa. Al 49’ è stato Serdar a provarci, ma Falcone ha risposto presente. Occasioni per entrambe, tra cui un colpo di testa fuori di poco ancora di Coppola e una scivolata svirgolata di Banda su assist di Veiga, ma nessuno è riuscito a piazzare il colpo del KO.
Troppa la paura di perdere, troppo importante anche solo un punto per entrambe. E così, con un +5 sulla zona rossa (aspettando i risultati delle rivali), la salvezza per i gialloblù è sempre più a portata di mano.
Prossimi ostacoli: Como in casa e Empoli in trasferta. Due match che valgono una stagione.













