Home Articoli ‍♂️ Progetto King Rock con Consorzio Zai e Univr: in parete per dominare fatica ed emozioni

‍♂️ Progetto King Rock con Consorzio Zai e Univr: in parete per dominare fatica ed emozioni

Condividi


Condividi

Alla palestra King Rock di San Giovanni Lupatoto si scala, ma non solo per sport. I protagonisti del Progetto King Rock sono sette adolescenti seguiti dal Centro per l’Adolescenza e la Famiglia (CAF) dell’Ospedale Santa Giuliana, ragazzi che vivono situazioni di fragilità psicologica e che, grazie all’arrampicata sportiva, stanno imparando a riconoscere, affrontare e gestire le proprie emozioni.

L’iniziativa, nata come esperienza sperimentale nella primavera scorsa con un piccolo gruppo di partecipanti, è oggi un percorso settimanale strutturato, sostenuto dal Consorzio ZAI Quadrante Europa e seguito anche da una ricerca dell’Università di Verona. A coordinarla è Jenny De Luca, laureanda magistrale in Psicologia della Formazione, sotto la supervisione del prof. Carlo Matteo Callegaro, che spiega: «L’arrampicata sportiva permette di sviluppare competenze di vita come gestione dello stress, pensiero critico e resilienza. È una palestra per la mente e per il corpo».

Durante i 15 incontri analizzati dallo studio, i ragazzi hanno imparato a concentrarsi, affrontare la fatica, trovare l’equilibrio non solo fisico ma anche interiore. «Con i ragazzi più fragili – sottolinea lo psicoterapeuta Amedeo Bezzetto, responsabile del CAF – è fondamentale partire dal corpo: lo sforzo fisico non è solo prestazione, ma strumento per conoscersi, acquisire consapevolezza e imparare a gestire lo stress».

Jenny De Luca racconta come l’esperienza sul campo abbia ispirato anche il suo percorso di tesi: «Salire una parete richiede concentrazione, pianificazione, capacità di affrontare l’incertezza. Ogni piccolo traguardo raggiunto in arrampicata diventa un passo verso una maggiore fiducia in sé».

Fondamentale per la realizzazione del progetto è stato il ruolo dell’Asd King Rock Climbing, associazione sportiva che da anni promuove l’arrampicata come esperienza formativa. «Vogliamo che la nostra palestra sia un luogo di crescita e inclusione», afferma Francesca Fattore, responsabile dei progetti. Il direttore Nicola Tondini aggiunge: «King Rock è nata con una doppia anima: sportiva e sociale. Qui si incontrano atleti, appassionati, bambini e persone fragili, con l’obiettivo comune di superare i propri limiti».

A sostegno del progetto anche Interporto Verona Quadrante Europa, come sottolinea Fabio Montoli: «Crediamo in iniziative che favoriscono benessere, autonomia e integrazione. Sostenere questo progetto è per noi motivo di orgoglio».

Un’esperienza concreta, che dimostra quanto lo sport possa essere strumento di trasformazione personale, in grado di generare benessere, fiducia e nuove prospettive anche nei percorsi più delicati dell’adolescenza.



Ti potrebbe interessare...

Ass. Benini inaugura la nuova piazzetta Bra’ Molinari: “da parcheggio a salotto urbano”

Da parcheggio a nuova piazza pedonale nel cuore della città. È stata...

A Verona tre opere di Banksy: al Museo della Radio un piccolo tesoro nascosto

Banksy continua a far parlare di sé in tutto il mondo, tra...

Conto alla rovescia al Platys: tra tre giorni al via le “CRALimpiadi”

Lo sport come leva di aggregazione e lo spirito di squadra che...

Furto di bici in centro, poi l’aggressione: arrestato 21enne marocchino

Tentato furto in pieno centro storico e reazione violenta contro gli agenti....

“Autospurgo