Home Articoli ️ Veronafiere, tensione sulla presidenza: Fondazione Cariverona spinge per Bricolo, il PD esige un nome di centrosinistra

️ Veronafiere, tensione sulla presidenza: Fondazione Cariverona spinge per Bricolo, il PD esige un nome di centrosinistra

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Si accende il confronto politico intorno alle nomine del nuovo CdA di Veronafiere, con un nodo tutt’altro che secondario: la presidenza. Se da un lato Fondazione Cariverona, con l’uscita chiara e forte del presidente Bruno Giordano, vorrebbe confermare l’attuale numero uno Federico Bricolo, dall’altro arriva la posizione netta del Partito Democratico veronese, che chiederebbe un cambio di rotta.

A quanto risulta al Mattino di Verona, nelle ultime ore la Direzione Provinciale del PD scaligero, guidato da Franco Bonfante, avrebbe ufficializzato la propria posizione al sindaco Damiano Tommasi: “Il prossimo presidente di Veronafiere dovrà essere espressione del centrosinistra”. Una richiesta chiara, maturata al termine di una riunione della direzione provinciale che avrebbe visto convergere le diverse anime del partito sulla necessità di imprimere una svolta nella governance dell’ente fieristico.

Una posizione che potrebbe mettere in discussione la continuità di Bricolo, ex senatore della Lega e sostenuto da Cariverona, azionista strategico di Veronafiere. La Fondazione, che detiene un ruolo chiave negli equilibri societari, sembrerebbe intenzionata a valorizzare il lavoro svolto finora sotto la presidenza Bricolo, puntando sulla stabilità e sulla continuità progettuale, anche in vista di sfide cruciali come l’internazionalizzazione e le alleanze.

Ma il PD non ci sta. E avrebbe fatto sapere che, in un contesto cittadino guidato da una maggioranza progressista, la presidenza di Veronafiere non può più essere appannaggio di altre forze politiche.

Il sindaco, da parte sua, si troverà ora a gestire un equilibrio delicato tra le istanze dei partiti che lo sostengono e le pressioni degli azionisti “forti”. La trattativa è appena iniziata, ma la partita è tutt’altro che scontata. E il nome del prossimo presidente di Veronafiere rischia di diventare anche il simbolo del peso reale che la politica veronese esercita oggi sugli snodi decisivi della città.



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