Negli ultimi 15 anni, gli imprenditori veneti hanno cambiato strategia: meno prestiti bancari, più autofinanziamento. Secondo l’Ufficio studi della CGIA, mentre i prestiti alle imprese sono calati di 44,6 miliardi di euro (-40,9%), i risparmi aziendali sono cresciuti di 36,2 miliardi (+185,2%).
Prestiti in calo: Dal 2011 al 2024, i prestiti bancari alle imprese venete sono scesi da 108,9 miliardi a 64,3 miliardi di euro. Le cause? Politiche di credito più rigide imposte dalla Banca Centrale Europea e l’aumento dei requisiti patrimoniali per gli istituti bancari.
Boom di risparmi: Le imprese venete hanno incrementato i depositi, soprattutto a Vicenza (+235,6%) e Belluno (+225,5%). Tuttavia, le microimprese che non hanno potuto autofinanziarsi rischiano l’insolvenza o, peggio, il credito illegale.
Confronto europeo: A livello UE, i prestiti alle imprese sono aumentati del 4,3% tra il 2011 e il 2023, con punte in Francia (+61,4%) e Germania (+46%). L’Italia, invece, ha registrato un calo del 30,9%, superata solo dalla Spagna (-46,7%).
Veneto: i dati provinciali:
- Rovigo: -52,4% nei prestiti.
- Vicenza: -44,8%.
- Belluno: -44,7%.
- Venezia: -42,1%.
- Treviso: -41,5%
- Padova: -40,2%.
- Verona: -39,9%.
Un quadro economico che racconta di imprenditori che, nonostante le difficoltà, scelgono di investire su sé stessi, rompendo il salvadanaio invece di bussare alla porta delle banche.













