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Veneto: più che i dazi preoccupa il caro energia. Per le imprese un danno da 1,5 miliardi

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Gli imprenditori del Veneto sono sempre più allarmati, non solo per gli effetti negativi che i dazi imposti dall’amministrazione Trump potrebbero avere sull’export regionale, ma soprattutto per l’impennata dei costi energetici, che rischia di infliggere un danno economico pari a 1,5 miliardi di euro.

Secondo l’Ufficio studi della CGIA, con un prezzo medio del gas stimato a 50 euro per MWh nel 2025, le bollette energetiche delle imprese venete potrebbero aumentare del 19,3%, portando la spesa complessiva a ben 9,5 miliardi di euro. Questo mix di fattori potrebbe condurre il sistema economico verso una fase di stagflazione, con crescita zero e inflazione elevata.


Dazi e caro energia: una combinazione letale

Gli Stati Uniti rappresentano il terzo mercato di sbocco per l’export veneto, con un valore di 7,5 miliardi di euro nel 2023, pari al 9,1% dell’export regionale. I settori più esposti includono macchinari, occhialeria, prodotti farmaceutici, alimentari, tessile e calzature.

“L’introduzione dei dazi penalizzerebbe le nostre esportazioni, ma il caro energia rappresenta una sfida ancora più gravosa”, sottolineano gli analisti. Con bollette in aumento e margini ridotti, molte imprese rischiano di trovarsi in difficoltà, soprattutto in settori ad alto consumo energetico.


Bollette: un peso insostenibile

Per il 2025, si stima che il sistema imprenditoriale del Veneto debba affrontare una spesa di 7,1 miliardi di euro per l’energia elettrica e 2,4 miliardi di euro per il gas. Tali costi rischiano di erodere i bilanci delle aziende e compromettere la loro competitività sul mercato internazionale.


Stagflazione: uno scenario da evitare

Il caro energia potrebbe riaccendere spirali inflazionistiche già osservate durante la crisi del 2022-2023, con un’erosione del potere d’acquisto per lavoratori e pensionati e un aumento dei tassi d’interesse che frenerebbe investimenti e crescita. “Una recessione combinata a inflazione alta è il rischio peggiore”, avvertono gli esperti.


Le soluzioni: difendere i consumi e sfruttare il PNRR

Per evitare il crollo dei consumi e il rallentamento economico:

  1. Tetto al prezzo del gas: introdurre un limite europeo per fermare la speculazione.
  2. Sfruttare il PNRR: spendere entro il 2026 i 130 miliardi di euro rimanenti, che potrebbero aumentare il PIL fino all’1,9% secondo la BCE.

Solo con una gestione oculata delle risorse e una strategia europea chiara si potrà proteggere il sistema economico veneto e salvaguardare famiglie e imprese da una crisi senza precedenti.



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