Il mercato del lavoro veneto vive un paradosso: mentre le crisi aziendali mettono a rischio almeno 1.500 posti di lavoro, ben 20.000 posizioni a tempo indeterminato rischiano di rimanere vacanti a causa della mancanza di candidati qualificati. Questo il quadro delineato dall’Ufficio Studi della CGIA, che evidenzia come, nonostante le difficoltà economiche e l’aumento della CIG, il problema principale resti il disallineamento tra domanda e offerta.
Un mercato del lavoro in bilico
Entro marzo 2025, le imprese venete prevedono di assumere 131.000 lavoratori, di cui 36.000 a tempo indeterminato. Tuttavia, oltre il 55% delle posizioni rischia di non essere coperto per mancanza di personale adeguato. “A fronte di 1.500 lavoratori che potrebbero perdere il posto, almeno 20.000 posizioni fisse resteranno scoperte,” sottolinea il rapporto.
Declino demografico e pensionamenti: una sfida imminente
La situazione è aggravata dal progressivo invecchiamento della popolazione. Entro il 2028, oltre 270.000 lavoratori veneti andranno in pensione, rappresentando l’83% del fabbisogno occupazionale stimato per il prossimo quinquennio (325.600 unità). La carenza di giovani alla ricerca della prima occupazione rende evidente che la sfida principale sarà colmare i posti vacanti piuttosto che reintegrare chi ha perso il lavoro.
Crisi aziendali e aumento della CIG
Nonostante i numeri complessivi, l’aumento delle ore di CIG autorizzate segnala un rallentamento economico. Tra gennaio e settembre 2024, le ore di Cassa Integrazione in Veneto sono aumentate del 50,1% rispetto allo stesso periodo del 2023, raggiungendo 52 milioni di ore autorizzate. La provincia più colpita è Vicenza (+65,9%), seguita da Padova (+63,2%) e Venezia (+54,9%).
Difficoltà di reperimento: il Veneto in cima alla classifica
Un imprenditore veneto su due (55,1%) segnala difficoltà a trovare personale qualificato, un dato che pone la regione al quarto posto in Italia dopo Umbria, Marche e Friuli Venezia Giulia. Questa criticità si riscontra soprattutto nel Nordest, dove il 54,3% delle posizioni lavorative risulta difficile da coprire.
Le province venete: Verona al vertice delle assunzioni
Tra le province venete, Verona guida le previsioni di assunzione per il primo trimestre del 2025 con 29.980 posti, nonostante un calo dello 0,7% rispetto al 2024. Seguono Venezia (26.800, -1,6%) e Padova (23.800, +0,1%). Belluno, invece, registra il calo più significativo (-14,6%).
Conclusione: un futuro incerto
Il mercato del lavoro veneto si trova davanti a una doppia sfida: affrontare le crisi aziendali e colmare le lacune strutturali legate al reperimento di personale. Soluzioni come il rafforzamento dei percorsi di formazione e la promozione di politiche di attrattività per i giovani sono ormai indispensabili per sostenere un sistema economico sotto pressione.













