Bruxelles, 3 dicembre 2024 – Con il via libera del comitato permanente della Convenzione di Berna alla proposta della Commissione Europea di declassare il lupo da “specie rigorosamente tutelata” a “specie tutelata”, arriva finalmente una buona notizia per le comunità e gli allevatori che da anni combattono contro le predazioni. Tuttavia, Paolo Borchia, capodelegazione della Lega al Parlamento europeo e segretario provinciale della Lega di Verona non nasconde le sue preoccupazioni. “Un altro passo in avanti per restituire serenità ad allevatori e comunità, ma i tempi della burocrazia europea sono ancora troppo lunghi”, ha dichiarato Borchia, ribadendo come le tempistiche per l’implementazione della proposta siano ancora troppo dilatate per affrontare efficacemente la questione.
La modifica, che entrerà in vigore il 7 marzo 2025, permetterà agli Stati membri di adattare la loro legislazione in materia di protezione del lupo. Ma Borchia sottolinea che, “solo dopo questa data, l’Ue potrà adattare la propria legislazione, previa approvazione del Parlamento europeo e del Consiglio”. Questo significa che, nonostante la decisione storica, i Paesi dovranno ancora attendere molto prima di poter attuare soluzioni concrete sul territorio”.
“Non servono prese di posizione estreme, ma bisogna riconoscere che i tempi sono troppo lunghi rispetto a un problema che ha colpito vaste porzioni del nostro territorio”, ha aggiunto Borchia. L’eurodeputato della Lega, da sempre in prima linea sulla questione, ha parlato anche della necessità di una revisione più ampia delle normative europee: “La direttiva Habitat deve essere modificata in tanti altri punti”. Un segnale chiaro, quindi, di un cambiamento necessario non solo per il lupo, ma per un’intera politica ambientale europea che, secondo Borchia, non tiene abbastanza conto delle realtà locali.
Tosi e Donazzan: “Un passo storico ma serve maggiore velocità”.
Anche Flavio Tosi, europarlamentare di Forza Italia, ha accolto con favore la decisione del Comitato Permanente della Convenzione di Berna, definendo il voto come “un passo storico”. Tosi, che a settembre aveva lavorato con il Ministro dell’Ambiente Pichetto Fratin per accelerare il processo di declassamento, ha commentato: “Ci vorrà ancora un anno per mettere tutto definitivamente nero su bianco e finalmente concedere la reale possibilità ai Paesi europei di tutelare cittadini, agricoltori e allevatori, ma il voto di oggi del Comitato Permanente della Convenzione di Berna è il viatico decisivo, come del resto era stata una svolta epocale il voto dello scorso settembre del Consiglio europeo. Adesso la strada è in discesa, infatti il nuovo quadro politico europeo che è più di centrodestra rispetto al passato, con Ppe e Forza Italia che esprimono la presidente della Commissione e la maggioranza relativa nel Parlamento europeo, è rassicurante sul buon prosieguo dell’iter istituzionale. La direttiva Habitat è sempre stata il Sacro Graal dell’Europa targata socialisti e verdi e dell’ambientalismo ideologico e anti-impresa. Adesso il vento è cambiato, numeri e i pesi non arridono certo alla sinistra”.
Per Tosi, la proposta rappresenta una “svolta epocale”, che apre la strada per dare agli Stati e alle Regioni maggiori poteri per gestire la popolazione di lupi, ma resta comunque l’incertezza dei tempi, che lo stesso Tosi giudica troppo lunghi.
Anche Elena Donazzan, europarlamentare di Fratelli d’Italia, ha accolto positivamente il declassamento, definendolo “un fatto molto positivo”. “La convergenza ampia, anche dei rappresentanti dei Paesi extraeuropei, dimostra un’esigenza diffusa e comune: l’impresa, le produzioni agroalimentari ma prima ancora l’uomo, la sua sicurezza e i suoi bisogni vanno sempre anteposti alla mera ideologia”, ha dichiarato Donazzan.
La Posizione di Borchia: maggiore celerità e riforma della direttiva Habitat
Se Tosi e Donazzan sono ottimisti sul cambiamento in atto, Borchia rimane più cauto e insiste sulla necessità di accelerare i tempi. La sua posizione riflette l’urgenza delle realtà locali, dove le predazioni dei lupi continuano a causare danni ingenti, specialmente nelle zone montane e rurali.
Verso una Nuova Gestione del Lupo in Europa
Con l’entrata in vigore del declassamento il prossimo anno, si aprirà una nuova fase di gestione del lupo in Europa. Gli Stati membri, in collaborazione con le autorità locali, avranno maggiore flessibilità nell’intervenire contro le predazioni. Tuttavia, come ribadito da Borchia, i tempi burocratici restano un ostacolo significativo. È quindi cruciale che l’Unione Europea continui a lavorare per semplificare il processo legislativo e garantire che le soluzioni arrivino rapidamente ai territori che ne hanno più bisogno.













