Al centro del dibattito contro la violenza di genere torna il ruolo della famiglia. Questo il tema affrontato il 25 novembre durante il convegno “Amore malato e dipendenza affettiva: la violenza che non fa più notizia”, organizzato da Azzurro Donna, il movimento femminile di Forza Italia, presso l’Ark Hotel di Verona.
L’evento ha visto la partecipazione della deputata di Forza Italia Paola Boscaini, coordinatrice provinciale di Azzurro Donna, insieme alla segretaria nazionale e deputata Catia Polidori, alla responsabile regionale del dipartimento Famiglia di Forza Italia Carlotta Pizzighella, alla consigliera comunale Patrizia Bisinella e alla psicologa e psicoterapeuta Marcella Parise.
La famiglia come base per una società non violenta
Nel suo intervento, Boscaini ha sottolineato la centralità della famiglia come primo luogo di educazione alla non violenza. “Oggi, purtroppo, assistiamo a un incremento di casi di violenza non solo contro le donne, ma anche all’interno delle famiglie e nella società, tra giovani e perfino bambini. Nonostante le leggi ci siano, è necessario rafforzarle e migliorare. Ma è anche il momento di un’analisi culturale e sociale. Dobbiamo chiederci: perché queste forme di violenza sono così diffuse? Non è che forse si originano già in famiglia? Non è che il linguaggio aggressivo e virulento che vediamo sui social possa contribuire? E anche gli input che diamo ai più piccoli, come la scelta dei cartoni animati, non possono avere un peso?” ha spiegato.
La deputata ha poi evidenziato come la famiglia sia il primo luogo in cui si formano i valori fondamentali: “La famiglia è il luogo della formazione primaria. È lì che si costruisce il bagaglio di esperienze e valori che ci accompagna per tutta la vita. La cultura della non violenza va insegnata attraverso esempi, educazione, linguaggio e comportamenti quotidiani”.
Le proposte concrete: lavoro e welfare per supportare le donne
Durante il convegno, Boscaini ha anche fatto riferimento alla proposta di legge della senatrice Daniela Ternullo per favorire l’occupazione delle donne vittime di violenza e a quella di Catia Polidori, che consentirebbe ai figli delle donne vittime di cambiare il cognome del padre.
Tra le idee lanciate, l’incentivo alle aziende per creare un welfare aziendale che includa servizi come l’asilo nido interno: “Emancipazione femminile, lavoro e famiglia sono temi strettamente collegati. Le imprese dovrebbero essere incentivate a fornire supporto ai dipendenti, come ad esempio l’asilo nido aziendale, per favorire una maggiore conciliazione tra lavoro e vita familiare”.
Un richiamo alla riflessione culturale
L’evento si è concluso con un invito alla riflessione collettiva: come la famiglia, la società e le istituzioni possano collaborare per prevenire e combattere la violenza di genere. Paola Boscaini ha sottolineato come questa battaglia richieda non solo leggi più severe, ma un cambio culturale che parta dai nuclei familiari e si estenda a tutta la comunità.
Un messaggio forte che punta a rendere Verona non solo una città più sicura, ma anche un modello di prevenzione e educazione contro ogni forma di violenza.













