Dopo l’investimento mortale del 13enne di Negrar, saranno la Procura della Repubblica e gli investigatori a valutare l’eventuale richiesta di una misura cautelare per il 39enne responsabile della morte di Chris Obeng Abom, che è fuggito senza prestare soccorso.
Ad incastrare l’uomo le immagini delle telecamere del comune della Valpolicella che hanno ripreso l’uomo mentre andava al lavoro alla guida dell’auto con parte del parabrezza sfondato e altri danno al cofano, causati proprio dall’investimento del ragazzino.
La patente gli è già stata ritirata ed il veicolo è stato posto sotto sequestro. Il 39enne è stato quindi denunciato per omicidio stradale, fuga dopo incidente e omissione di soccorso. Ma il dramma sta nel fatto che i sanitari hanno confermato che il ragazzino si sarebbe potuto salvare: il giovane calciatore della Polisportiva Negrar è morto infatti in ospedale per ipossia, essendo rimasto accasciato a terra per almeno un’ora prima che venissero allertati i soccorsi.
I genitori, di origine ghanese e residenti nel Veronese da una ventina di anni, stanno intanto attendendo il nulla-osta dall’Autorità giudiziaria per la restituzione della salma e così da poter celebrare il funerale del figlio.
Tutta la comunità si è stretta intorno alla famiglia colpita da questa tragedia. Il Comune di Negrar sulla sua pagina Facebook ha pubblicato un messaggio di cordoglio: “Il tragico incidente stradale in cui ha perso la vita un nostro ragazzo di Negrar, Chris Obeng Abom, ha destato profonda commozione nel nostro territorio. In questa triste circostanza il sindaco, gli amministratori, il segretario generale e dipendenti comunali, esprimono la propria vicinanza alla famiglia, agli amici, ai compagni di scuola e di calcio, e a tutti coloro che lo hanno conosciuto. Chris è purtroppo l’ennesima giovane vittima di comportamenti criminali, al volante e non solo, che devono far riflettere perché segnale di un totale disinteresse per l’importanza della vita, propria e altrui”.













