Home Articoli Garda, la banchina rischia il crollo: “Dalla Regione niente soldi, siamo costretti a transennare il lungolago”

Garda, la banchina rischia il crollo: “Dalla Regione niente soldi, siamo costretti a transennare il lungolago”

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Il moto ondoso e l’abbassamento e innalzamento del Lago hanno eroso il basamento di mattoni che sostiene il Lungolago in tutta la zona portuale di Garda. Si rischia il crollo. Responsabile dell’intervento la Regione Veneto. Bendinelli: “Ogni anno i comuni versano più della metà degli importi provenienti da concessioni portuali ed extraportuali alla Regione che poi dice di non averne per gli interventi di manutenzione. Si faccia in modo che questi soldi possano essere reinvestiti sul territorio”.

“Siamo costretti a transennare il Lungolago perché la Regione dice di non avere soldi per sistemare le banchine”.

 A dirlo, fotografie alla mano, è il Sindaco di Garda Davide Bendinelli. Fotografie che mostrano la situazione in cui versa tutto il tratto di banchina che percorre la zona portuale del comune gardesano. Vi è un problema, evidente, di erosione causato dal moto ondoso e dal periodico abbassamento e innalzamento del livello del Lago. La conseguenza è che il basamento dei mattoni che sostiene la passeggiata sta cedendo.

Con rischi facilmente immaginabili. Per l’incolumità pubblica, in primis. Ma non va sottovalutato nemmeno il danno di immagine che un crollo potrebbe comportare agli esordi di una stagione turistica che promette di essere quella della vera ripresa dopo il difficile periodo della pandemia.

“Il Comune ha segnalato più volte in passato lo stato di noncuranza in cui versano le banchine che si trovano all’interno della zona portuale”, dice Bendinelli. “Nelle mie affermazioni -prosegue- non c’è alcuna volontà polemica ma ora più che mai si rende necessario un intervento della Regione affinché stanzi le risorse necessarie all’intervento”.

Altre volte, ricorda Bendinelli, si sono verificati cedimenti dovuti all’erosione delle banchine. Cedimenti tamponati tempestivamente dall’amministrazione comunale che se n’è assunta gli oneri pur non essendo tenuta a farlo.

“Non potevamo certo rischiare di mettere a rischio l’incolumità dei nostri cittadini e dei nostri turisti”, dice Bendinelli.

Ora però l’intervento richiesto è importante. 120 mila euro la cifra che, si stima, dovrebbe servire per mettere tutto in sicurezza.

“Non possiamo più rimandare i lavori, il rischio è serio”, dice Bendinelli. “Abbiamo scritto al Genio Civile e confidiamo nel fatto che la Regione riesca a reperire in fretta le risorse. Il Comune si rende anche del tutto disponibile a trovare una formula. Ad eseguire per esempio i lavori con la sicurezza poi di un rimborso. E’ un intervento fondamentale, non accessorio”.

E sul dove reperire i fondi il primo cittadino di Garda ha un’idea precisa.

“Ogni anno siamo tenuti a versare alla Regione il cinquanta per cento del gettito che riceviamo dai canoni extraportuali e il sessanta dai canoni portuali. Perché quei soldi non vengono reinvestiti sul territorio da cui provengono?”

Si tratta, annualmente, di una cifra che si aggira intorno ai 50/60 mila euro.

“Sono anni che versiamo questi canoni -prosegue Bendinelli- e nonostante questo la Regione non ha mai messo un centesimo per la manutenzione di tratti che sono di sua competenza. E’ necessario che le cose cambino”.



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