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Ater e Ats firmano la Convenzione per la gestione coordinata delle politiche abitative

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Il presidente di ATER Matteo Mattuzzi e il Sindaco di Sona Gianluigi Mazzi quale ente Capofila dell’ATS (Ambito Territoriale Sociale – Distretto Ovest), hanno firmato la convenzione per la gestione coordinata delle politiche abitative. Una mission di governance in ambito sociale che creerà strumenti utili al miglioramento delle politiche per la casa e che punterà ad una completa integrazione tra l’offerta abitativa e le politiche socio assistenziali dei Comuni dell’Ambito Territoriale.

Il Lago, le Colline moreniche, la Valpolicella, la Valdadige, il Villafranchese e la Pianura sud ovest: sono questi i territori dei trentasette comuni coinvolti nel progetto, da intendersi pilota per l’ATER di Verona, di offerta abitativa sociale, promosso da ATER e ATS e avvallato con particolare interesse dalla Regione Veneto.

“Gli Ambiti Territoriali Sociali – specifica Gianluigi Mazzi, Sindaco di Sona e capofila appunto dell’ATS – si occupano di promuovere e garantire politiche sociali, sanitarie del lavoro, dell’istruzione e della casa, per garantire continuità e stabilità a famiglie e persone in condizioni di disagio. E, in questo periodo storico, le politiche abitative hanno bisogno di strumenti efficaci per poter contrastare i fenomeni di povertà abitativa che sempre di più coinvolgono le nostre comunità”.

Una collaborazione che permetterà, non solo una mappatura puntuale degli alloggi di edilizia residenziale disponibili sul territorio, ma anche una completa raccolta di dati, utili al fine dell’assegnazione delle domande per l’accesso alle graduatorie comunali.

“Questa convenzione – dichiara il presidente di ATER, Matteo Mattuzzi – sarà un primo progetto che potrà essere replicato sull’intero panorama abitativo provinciale. Una garanzia territoriale efficace che renderà negli anni l’offerta abitativa sociale sempre più corrispondente alle necessità del territorio nell’ottica di mettere la Persona al centro del progetto alla quale deve essere garantito un punto di riferimento fermo che non si fermi al singolo comune ma che possa spaziare in un ambito più ampio e quindi trovare risposte alle proprie esigenze con maggior probabilità di accoglimento”.



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