Il 2022 è stato un anno importante per il settore aeroportuale: gli scali italiani hanno registrato complessivamente 164,6 milioni di passeggeri, raggiungendo oltre l’85% dei volumi di traffico del 2019, ultimo anno preCovid, in cui il sistema aeroportuale italiano aveva raggiunto i 193 milioni di passeggeri.
Dopo la forte crisi registrata nel 2020 (53 milioni di passeggeri/anno, pari al -73% rispetto al 2019) e nel 2021 (81 milioni di passeggeri/anno pari al -58% rispetto al 2019), i dati annuali confermano dunque un positivo trend di crescita, che ha contribuito a ridurre il gap negativo rispetto ai volumi pre-pandemia.
Il Polo Aeroportuale Nordest, che comprende gli scali di Venezia, Treviso, Verona e Brescia, ha movimentato circa 15 milioni di passeggeri nel corso del 2022, con un recupero dell’81% del traffico del 2019, anno di riferimento prima della crisi determinata dalla pandemia.

L’aeroporto di Brescia, scalo a prevalente attività cargo, ha movimentato quasi 39mila tonnellate di merce, con una variazione del +26,9% rispetto ai volumi del 2019.

Dopo un primo trimestre condizionato negativamente dalla diffusione della nuova variante omicron e dall’inizio del conflitto tra Russia e Ucraina, a partire dal secondo trimestre dell’anno si sono espresse potenzialità solo temporaneamente frenate, intercettate per tempo dalle compagnie aeree che, nonostante il contesto ancora instabile, hanno messo in vendita voli, capacità e destinazioni. L’87% del traffico del 2022 è stato generato a partire dal mese di aprile.
L’analisi dei dati distinti per aeroporto evidenzia come ognuno degli scali stia progressivamente recuperando quote di traffico, grazie ad un coordinamento in un unico sistema che favorisce un dialogo sinergico con le compagnie aeree.
L’aeroporto di Verona ha registrato circa 3 milioni di passeggeri nel corso del 2022, recuperando l’82% dei volumi di traffico del 2019. Un buon risultato, se si considera che nel 2019 il mercato russo, oggi totalmente assente, contava oltre 235mila passeggeri, circa il 6,5% del traffico complessivo.
Il principale mercato è quello domestico, con quasi 1,4 milioni di passeggeri (46% del traffico complessivo), mentre in campo internazionale è il mercato inglese a guidare la classifica, seguito da Germania, Albania, Spagna, Egitto e Grecia. Principali destinazioni sono state Catania, Palermo, Bari, Cagliari e Londra LGW.
Nel corso dell’anno è ripresa l’operatività sulle destinazioni turistiche di lungo raggio, che hanno movimentato circa 30 mila passeggeri (principali mercati: Rep. Dominicana, Maldive, Tanzania e Kenya).
Ryanair è stato il primo vettore dello scalo per traffico passeggeri nel corso del 2022, con 950mila passeggeri (32% del traffico complessivo), seguito da Volotea, Neos e Wizz Air.
La base di Volotea, vettore di riferimento per lo scalo veronese, insieme ai crescenti investimenti di Ryanair e Wizz Air, hanno contribuito a soddisfare le esigenze del bacino d’utenza. Nell’estate, il traffico internazionale è decollato con 6 nuove destinazioni: Parigi CDG, Barcellona, Amburgo, Malta, Porto e Palma di Maiorca. La base veronese di Neos (gruppo Alpitour) continua ad offrire un ventaglio di rotte domestiche (prevalentemente estive verso l’Italia insulare e meridionale) e internazionali di medio e lungo raggio, confermando la leadership del Catullo nel mercato turistico outgoing.













