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Aeroporto Catullo, Pasetto: “Ci raccontano una favoletta per coprire il ridimensionamento dello scalo”

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Con l’approvazione del bilancio scadrà l’attuale CdA della Aeroporto Valerio Catullo di Verona Villafranca SpA e sono attese nuove figure a rappresentare i soci pubblici e una nuova strategia. Nell’intervista dell’Arena di domenica 11 dicembre la dott.ssa Monica Scarpa dichiara che “l’aeroporto era ad un passo dal fallimento e loro di SAVE Furono gli unici a presentare un’offerta”: Ovviamente in assenza di una gara pubblica, la trattativa fu solo privata”, a riportare i fatti Giorgio Pasetto e Anna Lisa Nalin (+Europa).

Oggi SAVE deteniene il 44% delle azioni, gli altri soci: Comune di Verona (4%), Provincia di Verona (10%), Provincia di Trento (14%), Provincia di Brescia (2%), Provincia di Bolzano (2%), Fondazione Cariverona (3%) e Camera di Commercio di Verona (18%).

La dott.ssa Scarpa dichiara che in Catullo SpA tutte le decisioni del CdA sono prese all’unanimità “e già questo ci risulta abbastanza inquietante. Sciorina inoltre dati che, ovviamente senza contraddittorio, giudica positivi evitando il confronto con altri scali.”, continua la nota dei due.

“La gestione SAVE ha invece di fatto affossato lo scalo e continuerà a farlo – dicono da +Europa senza mezzi termini -. Tanto per fare un paragone, il vicino aeroporto di Bologna, diretto concorrente, sta investendo 350 milioni, quello di Bergamo un centinaio in più, mentre negli anni il Catullo ha rinunciato alla sua ambizione naturale di scalo leader del nord-est. Il suo traffico passeggeri è diventato inferiore a quello dell’aeroporto di Treviso, ha il record nazionale di lentezza (oltre 10 anni) nel recuperare il numero di passeggeri pre-crisi del 2007, è diventato di fatto una succursale del Marco Polo di Venezia. Ecco come stanno davvero le cose”.

“L’aumento recente di capitale consentirà di pagare gli stipendi nei prossimi anni, mentre verrà messo in atto un ridimensionamento pilotato da SAVE e consentito dai soci pubblici – continua la nota -. L’ultimo ad uscire dalla compagine azionaria è stato il Comune di Mantova, insieme agli altri Enti mantovani, stufo di perdere soldi in una società dal perenne passivo. I soci pubblici Veronesi sono stati più attenti a rincorrere SAVE in questa missione autolesionista invece di trovare le soluzioni per il rilancio dello scalo grazie a investimenti ambiziosi ed importanti attesi da decenni. Gli attuali rappresentanti dei soci pubblici sono incapaci di essere una controparte vera di SAVE, che continuerà a fare quello che vuole”.

“Cosa andrebbe invece fatto? Un nuovo CdA con persone più competenti, più attente alle necessità turistiche ed economiche del territorio – dicono Pasetto e Nalin -. Andrebbe indetta una gara internazionale seria, andrebbe nominato un amministratore delegato a tempo pieno in grado di elaborare una strategia di sviluppo senza prendere in giro i veronesi e gli altri soci pubblici”.



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