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La nuova Bohème chiude la stagione lirica 2022 al Teatro Filarmonico

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Un turbine di amicizia, amore e gioventù conquista il palcoscenico del Filarmonico: sogni, speranze, disillusioni dei giovani dell’800 vengono raccontati attraverso il maggio francese del ‘68.

La Bohème di Giacomo Puccini:

  • Domenica 11 dicembre ore 15.30
  • Mercoledì 14 dicembre ore 19.00
  • Venerdì 16 dicembre ore 20.00
  • Domenica 18 dicembre ore 15.30

Complicità, divertimento, amori che nascono, amicizie che restano: c’è tutto questo nella Bohème, opera eternamente giovane, e molto di più, grazie alla musica più ispirata e toccante di Puccini.

Nel nuovo allestimento di Fondazione Arena, firmato da Stefano Trespidi con Guillermo Nova, Silvia Bonetti e Paolo Mazzon per scene, costumi e luci, lo spirito libertario della gioventù è rappresentato dalla rivoluzione giovanile del maggio 1968, a Parigi e in tutta la Francia.

Giovani e giovanissimi sono gli interpreti principali, già internazionalmente affermati, guidati dalla direttrice Alevtina Ioffe, al debutto veronese, con l’Orchestra e il Coro di Fondazione Arena e il Coro di Voci Bianche A.Li.Ve. Quattro le rappresentazioni, dall’11 al 18 dicembre.

Il successo fu grande anche se non immediato: come spesso succede con le novità, il consenso critico crebbe solo col tempo, di replica in replica, in tutto il mondo. Un successo ininterrotto anche areniano sin dal 1938, e quarant’anni dopo anche al Teatro Filarmonico, con i migliori interpreti del secolo, tra cui Tebaldi, Scotto, Di Stefano, Bastianini, Pavarotti.

La Bohème è un dramma realista, ma non verista, che accoglie la commedia e la quotidianità delle “piccole cose”, una storia scorrevole ed immediata che anticipa il cinema, ad opera di un compositore sempre al passo coi tempi. Per questo capolavoro che racconta la gioventù, Fondazione Arena ha scelto un cast internazionale di giovani talenti, alcuni al debutto veronese: dal Messico proviene la coppia di protagonisti: Mimì è il soprano Karen Gardeazabal e Rodolfo il tenore Galeano Salas, Musetta è il soprano Giuliana Gianfaldoni, Colline il basso Francesco Leone, Schaunard il baritono catalano Jan Antem; come Marcello si alternano i baritoni Alessandro Luongo (11, 16 e 18) e Andrea Vincenzo Bonsignore (14). Caratterista di lusso è Nicolò Ceriani nel doppio ruolo di Benoit e Alcindoro; completano il cast Antonio Garés come Parpignol e gli areniani Francesco Azzolini, Jacopo Bianchini, Giovanni Gregnanin e Salvatore Schiano di Cola rispettivamente come Doganiere, Sergente alla barriera e Venditori nella gioia dell’affollato e memorabile quadro al Quartier Latino.



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