Dieci anni fa Francesco Pinna, operaio di 20 anni, moriva a causa del collasso del palco del PalaTrieste, dove in serata c’era in programma un concerto con migliaia di persone. Da allora, sul tema della sicurezza nel mondo dello spettacolo, qualche passo è stato fatto, ma la strada è ancora lunga.
Lo sa bene la Fondazione Centro Studi Doc di Verona, impegnata da tempo per diffondere l’importanza della sicurezza e della legalità in tutti i luoghi di lavoro. Tanto più in un settore, quello dello spettacolo, con condizioni sempre diverse e dove la sicurezza dei lavoratori si intreccia con quella di pubblico e spettatori.
Di tutto ciò si rifletterà nel simposio, patrocinato dal Comune, in programma martedì 13 dicembre al Teatro Fonderia Aperta, in via del Pontiere 40/a, con esperti dei diversi ambiti interessati alla tematica.
“Ringrazio gli organizzatori per l’opportunità – afferma l’assessore al Lavoro Michele Bertucco-. Purtroppo nel mondo dello spettacolo il lavoro atipico è quasi la normalità, una condizione che va assolutamente regolata, tanto più in una città come Verona. Come Amministrazione cercheremo il confronto con gli altri enti per portare avanti un protocollo in cui sia siano scritte nero su bianco le necessità dei lavoratori, in vista di regole certe”.
Tre le tavole rotonde a partire dalle ore 15 su ‘Tutelare il lavoro atipico’, ‘Nuove lavoratrici e lavoratori’, ‘Legalità e sicurezza nello spettacolo’.
Alla conferenza stampa hanno partecipato Chiara Chiappa, presidente della Fondazione Centro Studi Doc, Fabrizio Creston, rappresentante lavoratori sicurezza territoriale Cisl Verona, Fabio Fila, RSPP e presidente della cooperativa STEA, Francesca Martinelli, giornalista e membro del consiglio di amministrazione della cooperativa Doc Creativity, e Riccardo Tedeschi, avvocato e vicepresidente del Teatro Fonderia Aperta.
“A 11 anni dalla morte di Francesco Pinna per il collasso del Palco PalaTrieste– ha spiegato la presidente della Fondazione Chiara Chiappa– la Fondazione Centro Studi Doc ETS ha deciso di dedicare il suo secondo simposio al tema della sicurezza sul lavoro, sia in memoria dei lavoratori che sono venuti a mancare sia per riconoscerei risultati ottenuti dai lavoratori stessi per migliorare le loro condizioni di lavoro a partire da quel tragico incidente. Una nuova legge, un nuovo contratto collettivo, nuovi percorsi di formazione: e questo percorso di riscatto non è ancora concluso.”
Quando si parla di prevenzione per la sicurezza sul lavoro si fa infatti riferimento all’insieme di misure, provvedimenti, valutazioni e monitoraggi che bisogna mettere in atto nei luoghi di lavoro per tutelare la salute e l’integrità dei lavoratori e delle lavoratrici e proteggerli dai rischi presenti. Il cuore del simposio della Fondazione sarà studiare, attraverso tre tavole rotonde, come si declina questo concetto quando esso incontra i nuovi lavori, come quelli atipici di riders, lavoratori su piattaforma o freelance creativi, i nuovi lavoratori e lavoratrici (disabili, donne, immigrati) e il mondo dello spettacolo ed eventi.
Durante le tavole rotonde, persone provenienti dal mondo dell’impresa, i sindacati, le cooperative, l’associazionismo e l’attivismo, le istituzioni delegate alla vigilanza sulla salute e sicurezza si confronteranno su questi temi per fornire uno spaccato di come la salute e sicurezza sul lavoro, con norme adeguate alle specifiche situazioni, rappresentino una parte fondamentale per garantire la dignità del lavoro.
“La sicurezza nei nuovi lavori, come quelli dei riders – ha dichiarato Fabrizio Creston di Cisl Verona– dipende dal rapporto di lavoro che il lavoratore ha con la piattaforma, che spesso lo vede come lavoratore autonomo e non offre alcuna assicurazione in caso di infortunio: c’è ancora molto da fare per garantire la sicurezza di questi lavoratori.”
“Quello della sicurezza sul lavoro è un tema cruciale nel mondo dello spettacolo” – ha aggiunto Fabio Fila, RSPP e presidente di STEA – “nel quale gli eventi si preparano in tempi velocissimi, spazi contingentati, con persone che spesso si incontrano per la prima volta e devono preparare eventi seguendo un’unica legge ‘Show must go on!’. Quindi ci vuole perizia, formazione, grande coordinamento e la garanzia di lavoro dignitoso e riconosciuto.”
“Proprio in questi giorni è entrata in vigore in Italia la Convenzione dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro (OIL) n. 190 sull’eliminazione della violenza e delle molestie sul luogo di lavoro – ha spiegato Francesca Martinelli di Doc Creativity – Sicurezza sul lavoro significa garantire non solo la salute e sicurezza fisica, ma anche psicologica, sessuale ed economica dei lavoratori e delle lavoratrici. Tutti i lavoratori e le lavoratrici hanno il diritto di sentirsi rispettati e al sicuro sul luogo di lavoro.”
“Lo stesso Codice civile – ha aggiunto l’avvocato e vicepresidente del Teatro Fonderia Aperta, Riccardo Tedeschi – prevede che il datore di lavoro organizzi la sicurezza per tutelare l’integrità fisica e la personalità morale in base all’esperienza e alla tecnica tipiche di ogni lavoro. La sicurezza va quindi perseguita in modo dinamico, applicando lo stesso principio anche alle esigenze dei nuovi lavori e nuovi lavoratori.”
Il simposio è organizzato con il supporto di #DemocratizingWork Italia e con la media partnership di Arco Magazine e Change Makers Magazine.
In occasione del simposio, il foyer del Teatro Fonderia Aperta ospiterà anche l’anteprima di una mostra fotografica intitolata “Nero” a cura di Emanuela Zampa, realizzata con il supporto di Rete Doce dedicata al personale tecnico del mondo dello spettacolo ed eventi.
La partecipazione all’evento permetterà di ottenere anche un attestato Aifos valido come 2 crediti area tematica 2 RSPP, Coordinatori, Formatori (CSP/CSE).
Link per registrarsi: https://bit.ly/SimposioSicurezza. Contatti: Claudia Cefalo, claudia.cefalo@freecomhub.it, Francesca Martinelli, info@centrostudidoc.org.













