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Lorenzo Fontana in corsa per la presidenza della Camera

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Il bilancio finale dell’elezione del presidente del Senato di ieri si può sintetizzare con poche parole: maggioranza divisa, così come pure l’opposizione. Forza Italia si è scornata con Fratelli d’Italia, ma molti da dentro dicono che il voto della Casellati e di Berlusconi stesso siano un primo segnale di distensione, un tentativo per ricucire quella che nessuno vuole diventi una spaccatura.

Ora bisogna vedere cosa succederà alla Camera, dove Salvini, dopo avere di nuovo incontrato nel tardo pomeriggio di ieri Meloni, schiera il suo vice Lorenzo Fontana al posto del nome che fino a pochi giorni fa sembrava il preferito, quello di Riccardo Molinari, che rimarrà quindi al suo posto a fare il capogruppo. Questa sarà una sfida molto importante, perché anche da questi (dis)equilibri dipenderà la corsa per per i ministeri, e qui si aprirà tutta un’altra trattativa.

Chi è Lorenzo Fontana

Lorenzo Fontana, veronese, classe 1980, è vicesegretario responsabile esteri della Lega dal 2016, eurodeputato dal 2009 al 2018 e ora deputato.

È stato ministro per la famiglia e le disabilità fino al 2019, vicepresidente della Camera e titolare degli Affari europei dal 10 luglio al 5 settembre 2019 nel governo Conte I. Cattolico, tifoso dell’Hellas, laureato in Scienze Politiche, è uno degli uomini forti del partito.

I nomi possibili della prossima squadra di Governo

Dai confronti di ieri sera pare essere uscita una bozza verosimile della conformazione del nuovo esecutivo: alla Lega andrebbe infatti la presidenza della Camera, con Lorenzo Fontana, e cinque o sei ministeri, fra cui dovrebbe esserci anche quello dell’Economia per Giancarlo Giorgetti. A Forza Italia andrebbero quattro scranni, inclusa la Farnesina, destinata a Tajani, ma non la Giustizia.

Giorgia Meloni pare che in questa fase abbia voluto rinsaldare il rapporto con Matteo Salvini, ma meno quello con Silvio Berlusconi dopo lo sgambetto nell’elezione di La Russa.

Il 20 ottobre potrebbe già essere la data buona per sciogliere ogni ulteriore riserva sui nomi. Per ora pare che FdI voglia guidare: Difesa (Adolfo Urso il nome che circola), Giustizia (Carlo Nordio), Mise, Affari europei (Raffaele Fitto), oltre a Istruzione e Cultura. Potrebbero essere inoltre scelti due tecnici per Lavoro e Salute.



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