Arte, scienza, natura ed emergenza dell’ecosistema. In occasione della XVIII Giornata del Contemporaneo, il cambiamento climatico prende forma attraverso le visionarie creazioni di denuncia degli artisti impegnati a costruire una nuova consapevolezza umana. La trasformazione del territorio veronese, rappresentata nell’opera dell’artista Giorgio Andreotta Calò, sarà visibile solo per sabato 8 ottobre a Palazzo Forti.
Alla Galleria d’Arte Moderna, protagonista sarà l’artista Calò, autore dell’immagine guida della grande manifestazione nazionale promossa da AMACI (Associazione dei Musei d’Arte Contemporanea Italiani) nonché del progetto Remoto, ideato per i Musei civici veronesi e vincitore di PAC2020.
Il progetto di Calò, strutturato per la Galleria d’Arte, per il giardino scarpiano del Museo di Castelvecchio e per il Museo di Storia Naturale, è concepito in stretta relazione con il contesto culturale e naturale del territorio. Il Progetto Remoto ha origine da una campagna geognostica volta a rintracciare tramite un operazione di estrazione di campioni di sottosuolo una sequenza di strati rocciosi e, da questi, i cambiamenti registrati nel tempo dall’area di prelievo.
I materiali raccolti divengono così la spina dorsale di un’operazione destinata a dare testimonianza del processo evolutivo del territorio, di cui ogni istituzione museale civica può, in un programma a lungo termine, darne una sfumatura specifica legata alla propria identità culturale.
Il progetto è promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura, a cura di Elena Forin e prodotto da Studio Giorgio Andreotta Calò, con la collaborazione dei Musei Civici.













