Si è conclusa ieri, domenica 18 settembre, la 20^ edizione di Tocatì, Festival Internazionale dei Giochi in Strada, organizzato dall’Associazione Giochi Antichi in collaborazione con il Comune di Verona.
Il pubblico di Tocatì ha potuto incontrarsi nuovamente in piazza, ritrovando il piacere di stare insieme e di condividere spazi della città di Verona poco vissuti durante questi due anni di pandemia, restituiti in questa ventesima edizione a 15 giochi internazionali, già ospiti del festival nel corso delle scorse edizioni, che hanno riportato a Tocatì l’incontro tra Culture tramite il gioco.
Un viaggio nel tempo e un’occasione di incontro tra le diverse culture degli Ospiti d’Onore che dal 2003 sono state presenti a Tocatì, provenienti dai territori di Belgio, Cipro, Croazia, Francia, Grecia, Iran, Messico, Scozia, Slovenia, Spagna, Svizzera e Ungheria.
Nonostante la pioggia che ha colpito Verona sabato mattina, sono state circa 150.000 persone che hanno preso parte al Festival nei giorni della manifestazione.
Le piazze sono tornate a colorarsi con Le Bûcheron, proveniente dalla Francia del Sud, ispirato alla figura degli “Aizkolaris”, uomini legati al lavoro nei boschi, e per le affascinanti Karikàs Ostor, le fruste ungheresi con cui si sfidano in agilità i csikòs, i frustatori della Pustza dei Baranta Traditional Hungarian Martial Arts. Piazza Erbe ha ospitato un alternarsi di lotte tradizionali: la Lotta unta di Sohos, simile alla lotta libera, dove i contendenti si sono sfidati con il corpo unto di olio d’oliva, proposta dalla Grecia, e il Gouren, la lotta tradizionale bretone.
Successo di pubblico per il gioco belga Popinjay, un tiro con l’arco verticale, il cui scopo è far cadere dei volatili di legno dai loro trespoli disposti in cima a un palo alto 27 mt e il Salto del pastor canario, pratica dei pastori che erano soliti spostarsi con salti spettacolari grazie a un’asta appuntita lungo gli scoscesi pendii dei territori vulcanici.
La pratica spirituale che unisce atletica, danza e rito religioso, lo Zurkhaneh iraniano che ha incantato il Teatro Romano, mentre i giocatori del Ba’ Game scozzese, gioco tradizionale che prevede che i giocatori divisi in Uppies and Doonies si sfidino per portare la palla in punti predeterminati che permettono di fare un “hail “punto, hanno coinvolto tutti con la loro energia. Piazza Nogara, infine, ha ospitato i giochi di ribattuta: Ligrin, (Cipro) e Pandolo (Slovenia).
Non sono mancati come da tradizione, i momenti dedicati alla riflessione e al dialogo.
Il Bastione delle Maddalene, fortificazione veneziana oggi Centro di Documentazione – Verona Città Fortificata dell’ufficio UNESCO del Comune di Verona e sito del Patrimonio Mondiale, ha ospitato il Simposio internazionale “Tocatì, un patrimonio condiviso – Patrimonio vivente e turismo, le sfide della sostenibilità”, alla sua settima edizione, accompagnando l’evoluzione di Tocatì in un programma permanente per la salvaguardia dei Giochi e Sport Tradizionali. Anche quest’anno il Forum Internazionale della Cultura Ludica, in Cortile del Mercato Vecchio, ha ospitato un incontro dedicato all’Italian Youth Forum dell’Associazione Italiana Giovani per l’UNESCO, dove si è parlato del ruolo delle giovani generazioni e del legame tra la Convenzione UNESCO del Patrimonio Culturale Immateriale e quella del Patrimonio Mondiale.
Tra le novità l’organizzazione, per la prima volta al Festival, dell’assemblea annuale dell’Associazione Europea Giochi e Sport Tradizionali (AEJeST) di cui AGA fa parte dal 2007. Presenti a Verona i rappresentanti di 90 organizzazioni europee, che contano complessivamente circa 700.000 iscritti a federazioni e organizzazioni sportive, associazioni culturali, musei e università che si impegnano nella salvaguardia del Gioco e Sport Tradizionale.
L’area Riflessioni di Tocatì 2022 ha ospitato incontri, proiezioni e presentazioni di libri come “Serendipità” di Telmo Pievani (Cortina Raffaello, 2021), che indaga il gioco del caso nella scienza. Scrittori e scrittrici, illustratrici, microbiologhe, giuriste e personalità del mondo dello spettacolo hanno raccontato il tema del gioco con varie sfaccettature. Molto apprezzato l’omaggio a Mario Lodi a cento anni dalla nascita a cura di Luciana Bertinato e Gianfranco Staccioli.
La conferenza e il workshop di Emily Mignanelli dedicato a “Il linguaggio segreto del gioco infantile” ha stupito per la sua spontaneità e il grande coinvolgimento di pubblico, la presentazione del libro “Fuorigioco” di Fabrizio Silei ha raccontato quanto possano essere determinanti un giocatore e una partita per scrivere la Storia.
Tra gli ospiti anche Serena Mabilia, Marta Ciresa e Valeria Marchi che hanno tenuto un incontro dedicato a Alighiero Boetti, artista capace di reinventare la realtà attraverso gesti impercettibili riuscendo a creare arte con ogni cosa.
Molto apprezzato anche l’incontro con Stefano Bartezzaghi che ha accompagnato il pubblico attraverso la forza e il potere delle parole.
Un pubblico vario e attento ha preso parte alla rassegna “La pellicola che ti tocca” a cura di Bridge Film Festival: una rassegna da anni amica del Festival che in questa edizione ha proposto “Po”, documentario di Andrea Segre che ci ha accompagnati a scoprire il territorio della provincia di Rovigo e la sua comunità, partendo dall’inondazione del Polesine nel 1951 e proiezioni dedicate al territorio, alle comunità locali e internazionali di giocatori e alla street culture.
Anche lo spazio bambini, con proposte ludiche che partivano dai piccolissimi, si è confermato meta gettonatissima e di grande qualità, grazie alla presenza dell’Associazione Il Melograno.
Come nelle precedenti edizioni grande affluenza all’Osteria del Gioco, realizzata grazie alla collaborazione con il Consorzio Monte Veronese, il Consorzio di Tutela Chiaretto e Bardolino e Julius Meinl a Palazzo Forti, uno spazio appositamente aperto nei giorni del festival, dove è stato possibile degustare i vini de specialità gastronomiche da aziende agricole del territorio, grazie alla collaborazione tra il Comune di Verona e AGA. Buona la presenza, inoltre, ai Giardini Plinio Codognato – Lungadige San Giorgio, durante le tre serate di Suoni lungo l’Adige: danze e musiche della tradizione hanno accompagnato il pubblico a incontrare le culture dei Paesi Ospiti d’Onore di questa edizione.













