Grave infortunio sul lavoro alle Cantine Pasqua, a San Felice, dove un operaio è ricoverato in gravi condizioni dopo un incidente avvenuto mentre facevano dei lavori di manutenzione su un silos. Secondo una prima ricostruzione, sembra che, dopo aver inalato dei vapori, abbia perso i sensi e sia caduto all’interno della cisterna. Un collega, nel tentativo di soccorrerlo, ha salito le scale esterne, ma ha perso l’equilibrio ed è caduto da diversi metri sbattendo violentemente la testa a terra. Il primo è ricoverato in condizioni disperate, il secondo è stato elitrasportato in ospedale in gravi condizioni. Sul posto carabinieri, vigili del fuoco e Spisal.
Durissima la reazione delle sigle sindacali. Giampaolo Veghini della Cisl commenta: “In questa tragedia ci chiediamo: chi c’era nel luogo dove questi due operai intervenivano? Chi sorvegliava perché le operazioni avvenissero rispettando le procedure? Se come sembra dalle prime notizia quei due giovani sono entrati in contatto con la CO2 o fossero in assenza di ossigeno, perché non indossavano le maschere e/o gli autorespiratori? Erano stati formati? Qualcuno aveva verificato che l’azienda addetta alla manutenzione operasse secondo standard e professionalità adeguate?”
“È ora di fare i conti con la vita reale delle persone! Basta proclami, servono fatti che vadano nella direzione di rendere obbligatoria nelle scuole, almeno nei professionali e tecnici, la materia della Salute e Sicurezza. Non con piattaforme on line inutili, ma presenza fisica in luoghi di lavoro veri! Basta con i diplomifici! Ammesso che quel giovane fosse stato sottoposto alla formazione obbligatoria è lampante che il sistema non funziona! La produttività si fa con gli investimenti sul capitale umano! Non sulla pelle delle persone!”
“Siamo stanchi e arrabbiati di sentire di questi incidenti assolutamente prevedibili ed evitabili. Questo vale per le cantine dove le lavorazioni sui silos possono essere mortali; vale per i cantieri edili dove si cade dall’alto, vale nei campi, in agricoltura, dove si continua a morire schiacciati dal trattore – dicono dalla Cgil Maria Pia Mazzasette e Raffaello Fasoli -. Tutti insieme, sindacati, associazioni datoriali, istituzioni locali, organi di controllo, dobbiamo avere la forza di mettere un punto a queste assurde tragedie che producono vedove, vedovi e orfani”.
“E la prima cosa da fare è di andare fino in fondo nell’accertamento delle cause: ci sono state carenze nella formazione di questi lavoratori che risultano essere indiretti, esterni all’organico della Cantina? Sono state rispettate le procedure di sicurezza? Erano forse in affanno a causa di ritmi di lavoro troppo elevati o di scadenze troppo ravvicinate? Erano sufficientemente qualificati per questo tipo di mansione? – si chiedono -. Questi eventi non possono essere classificati come tragiche fatalità perché i rischi sono ben noti in partenza. Chiediamo che queste siano le ultime morti che piangiamo e che si passi a mettere in sicurezza una volta per tutta questo tipologia di operazioni”.













