Home Articoli Ancora morti sul lavoro, Cisl: “Servono più controlli, la crescita economica non può avere un costo così alto”

Ancora morti sul lavoro, Cisl: “Servono più controlli, la crescita economica non può avere un costo così alto”

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“Serve una svolta culturale politica e sociale, affinché il modello di sviluppo economico territoriale sia fondato sul principio che un’azienda sicura è più produttiva e competitività, e che non si debba scegliere fra vita e reddito, fra salute e lavoro, fra sicurezza e sopravvivenza”, dice Giampaolo Veghini, segretario generale CISL Verona, commentando l’ennesimo fatale incidente sul lavoro nella nostra provincia.

“Verona continua a guidare la classifica delle morti sul lavoro! Oggi 2 in settori tristemente noti per tragedie di questo tipo: agricoltura ed edilizia. Siamo a 10 morti certe da inizio anno, prima città in Veneto. Il terzo anni consecutivo – dice il segretario -. Nonostante gli interventi del Governo nulla pare accadere”.

“Se a questo aggiungiamo che quotidianamente 70 veronesi al giorno rimangono infortunati (dati INAIL gennaio-aprile) è un costo sociale senza precedenti – continua Veghini -. La ripresa economica sta avvenendo sulla pelle delle persone, giovani e meno giovani che sottovalutano i rischi a cui vanno incontro in cantieri, officine, e non solo”.

“L’archivio nazionale dei veicoli ci dice che in Italia circolano 668.000 trattori privi di strutture di protezione in caso di capovolgimento; 1.240.000 esemplari privi di cinture di sicurezza. In Veneto al 2019 risultavano circolanti 6621 trattori immatricolati prima del 1983; questo significa ogni dispositivo di protezione successivamente installato, ammesso che vi sia, può non funzionare o se pensiamo ai ROPS non avere le caratteristiche di resistenza in caso di ribaltamento”, sottolinea il segretario.

Oggi assistiamo ad una escalation senza precedenti e secondo CISL le morti su lavoro si combattono in più modi, inasprendo i controlli: oggi SPISAL Verona è ai minimi termini con il personale e l’Ispettorato del Lavoro (che da dicembre ha competenza su Salute e Sicurezza in tutti i settori) non ha ancora gli ispettori tecnici per effettuare i controlli.

Dall’altra parte va fatta una stretta sulla formazione: solo gli organismi paritetici provinciali e regionali devono diventare fornitori di sicurezza certificata, non agenzie che vendono formazione a volte nemmeno erogata. Va poi prevista meno aula e più pratica. Salute e Sicurezza deve diventare materia nelle Scuole in particolare negli istituti professionali.

Infine noi diciamo che solo gli RLS possono essere vere sentinelle nei luoghi di lavoro. Il preposto molto spesso sa benissimo che interrompere l’attività lavorativa di fronte a un rischio significa mettere in discussione il proprio rapporto di lavoro con l’impresa.

Matteo Merlin segretario generale Fai CISL Verona aggiunge: “Purtroppo siamo ancora una volta costretti a commentare con dolore la notizia di una morte sul lavoro. Questa volta a perdere la vita è stato un giovane lavoratore impegnato su un campo della nostra Valpolicella. Morire a 26 anni di per è già una tragedia, morire lavorando è ancor più grave. L’agricoltura veronese purtroppo sì conferma maglia nera del Veneto. Crescita economica e sviluppo produttivo non devono andare di pari passo con l’aumento degli infortuni e delle morti sul lavoro”.

“Infine ricordiamoci del mondo dello Spettacolo: infortuni molto spesso mai denunciati. Cantieri a cielo aperto, spesso di qualche giorno, dove appalti, cooperative, partite iva mascherate rappresenta un groviglio inestricabile di lavoro nero legalizzato”.



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