Per la ciclabile del Chievo non c’è pace. Il percorso che si trova tra il canale Camuzzoni e l’Adige è passato spesso agli onori della cronaca per lo stato di abbandono nel quale è stato lasciato. Barriere divelte, reti mancanti o danneggiate in alcuni punti, cestini strapieni (colpa anche dell’inciviltà di chi si ferma a bordo strada per una pausa e “dimentica” i resti del picnic).
A tutto questo adesso si aggiungono le piante che in diversi tratti del percorso stanno velocemente prendendo il possesso della pista creando disagio a passanti e ciclisti. Si parla sempre di realizzare nuove piste ciclabili e di puntare ad una mobilità più green, ma che senso ha se poi le piste vengono curate in questo modo? È questa la città a misura di bici che vogliamo?














