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Central Park, Bertucco: “Nulla di nuovo sotto il sole”

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L’Amministrazione ha confermato la partenza di una nuova fase operativa relativa al Central Park: il tavolo tecnico è coordinato dalla Regione a cui siedono Comune, Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane, Provincia e Signa Group, sviluppatore immobiliare tra i più importanti d’Europa, che si è aggiudicato la gara indetta lo scorso gennaio da Ferrovie dello Stato per la trasformazione dell’area di 45 ettari.

Il prossimo passaggio è la redazione da parte di Signa Group della variante urbanistica con le diverse funzioni dell’area. Un iter di qualche mese che si concluderà con l’approvazione del documento da parte della Regione e che darà il via alla vendita delle aree e alla contestuale apertura dei cantieri.

“Cinque anni fa il Central Park era solo un’idea, oggi possiamo dire che è realtà – ha detto il sindaco -. Tanto che anche chi, qualche mese fa, lo dava come una fake news, ora ne parla come qualcosa di concreto su cui realizzare contenuti, certificando il complesso percorso che ci ha portati fino a qui. Parlo al plurale perché questo è senza dubbio il risultato di un gioco di squadra tra diversi attori, accomunato dalla bontà del progetto e dai valori alla sua base. Ora si entra ore nel vivo di ciò concretamente diventerà il grande parco urbano tra il centro e Verona sud”.

Diverso l’approccio della sinistra: “A pochi giorni dal voto continua la campagna elettorale sulle opere non realizzate dall’amministrazione Sboarina, oggi è toccato all’ex scalo merci. Praticamente non c’è nulla di nuovo se non uno spot per l’attuale sindaco – commenta Michele Bertucco di Sinistra in Comune -. Come si sapeva già Signa Group dovrà realizzare il progetto partendo dal concept che era stato presentato ancora lo scorso anno. Nessuna parola sulle bonifiche da fare sull’area dell’ex scalo merci”.

“Esaminando il materiale ufficiale del concept del nuovo Central park risulta infatti che l’area destinata a parco sarà di 225 mila mq, che non è il 100% dell’area (valutata 450 mila mq) su cui Sboarina aveva spudoratamente giurato in campagna elettorale nel 2017 di fronte al Comitato di Verona Sud (promessa poi ribadita anche da Sindaco per almeno 3 anni). E non è nemmeno il 64% annunciato nell’ultima presentazione ufficiale con i dirigenti delle Ferrovie e prima ancora si era parlato dell’86%. Parliamo invece del 50,2% dell’intera superficie, esattamente quanto prevede il PAQE regionale (Piano d’Area Quadrante Europa) fin dal 2005. Sotto non potevano andare, trattandosi di un valore vincolante. Ecco dunque perché Sboarina ha sempre respinto i nostri solleciti a chiedere alla Regione una modifica al PAQE per ampliare l’area da destinare a parco: stava soltanto prendendo in giro i veronesi!”, dice il consigliere.

“Lasciando da parte la poca fantasia nel nome (Parco “Arena”, come non ci fosse già l’anfiteatro, il quotidiano, il parcheggio, infiniti bar, tabaccherie ed edicole, senza dimenticare il progetto della Nuova Arena Stadium…), c’è un altro particolare che balza agli occhi: il parco (se mai realizzato) verrà consegnato al Comune non attrezzato: starà poi all’amministrazione completarlo, magari “attivando delle sponsorizzazioni”, come suggeriscono i promotori di Signa Group. Beninteso, per noi questo non è un limite, ma anche su questo Sboarina aveva raccontato tutt’altra storia”.

“Si dirà: beh, ma chissà quanto costerà questo parco… Costa esattamente 2,9 milioni di euro, che è meno del 15% del valore delle opere pubbliche che il concept prevede di realizzare sull’area (20 milioni di euro di valore in totale) e lo 0,8% dei ricavi previsti, che ammontano a 318,8 milioni di euro”, sottolinea il consigliere.

“La voce più consistente delle opere pubbliche sono, manco a dirlo, i parcheggi, che per un grande centro intermodale suona alquanto strano. In particolare il concept prevede un parcheggio interrato a “tetto verde” da 10 mila mq dal costo di 8,3 milioni di euro. La struttura sarebbe nascosta da una collina creata in mezzo al parco. Si prevede poi un altro parcheggio a raso sempre da 10 mila mq (grossomodo più di 300 stalli) dal costo di 500 mila euro”, dice Bertucco.

Nel concept sono state indicate le seguenti destinazioni:

– 90 mila mq di edificazioni

– 30 mila mq per la stazione ferroviaria dell’Alta Velocità

– 20 mila mq di strade, sia perimetrali che interne al parco compreso il sottopasso

– 20 mila mq di parcheggi (di cui metà parcheggio mimetizzato dal “tetto verde”)

– 225 mila mq di parco, pari al 50,2%

– 64 mila mq di Fondaco

“Il Fondaco è un oggetto misterioso: Signa Group dice che verrà “messo a disposizione” del Comune per liberare le mura dalle opere incongrue. Ma a che titolo? L’unica opera che deve consegnare al Comune è il parco. Si dice anche che il Fondaco potrebbe essere usato per collocarvi attrezzature sportive”.

“Carta straccia anche la promessa di costruire ‘poco’, su 90 mila mq “soltanto”. Quello che ci è stato descritto, con una certa licenza poetica, come un “piccolo brano di città” è in realtà una massa di cemento da 335 mila metri cubi disposta su 3-5 piani che ripete funzioni già ridondanti, come gli gli alberghi (già presenti agli ex Tabacchi, all’ex Safem e alle Fedrigoni…)”.

In particolare troviamo:

– 120 mila mc di residenziale, pari a 500 case (dato dichiarato dal progettista)

– 60 mila mc di commerciale, pari a circa 200-250 negozi

– 50 mila mc di direzionale, pari a circa 150-200 uffici

– 35 mila mc di albergo a quattro stelle, pari grossomodo a 250-300 stanze

– 35 mila mc di albergo per studenti (altre 250-300 stanze circa)

– 35 mila mc di residenza per anziani (o come si dice oggi, “senior living”)

“Restano invece degli espedienti grafici il boulevard su stradone Santa Lucia e il People Mover, visto che nessuno li sta realizzando. Per collegare in modo sostenibile i vari punti di Verona Sud non serve il People Mover, ma la riattivazione delle ferrovie dismesse. Informiamo i progettisti di Signa Group che a Verona esiste una capillare ed estesa rete ferroviaria che aspetta solo di essere utilizzata per il trasporto urbano e suburbano, anche con una semplice estensione fino all’aeroporto Catullo”.

“Sboarina si è sbagliato anche sui tempi: il concept prevede il completamento dell’intervento nel 2030, postulando però che già dal 2022 sia possibile rimuovere i binari. Pura fantascienza. Il concept non dedica nemmeno una riga alla bonifica che sarà necessariamente di due tipi: bellica e da metalli pesanti”, conclude il consigliere.



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