“In un momento di crisi come questo, dopo 2 anni di pandemia nel mondo del lavoro e con la disoccupazione che toglie sogni e speranze a tanti lavoratori, dobbiamo apprezzare tutto ciò che abbiamo. Ma a quale prezzo? Non certo sacrificando la famiglia e le relazioni sociali che ci legano e ci ricaricano le energie psico fisiche. Ai lavoratori del settore commercio, insieme con loro, diciamo basta al lavoro selvaggio domenicale”. A sollevare la questione è l’Unione Generale del Lavoro Terziario Verona che spiega come tenere aperti i negozi nei giorni domenicali e festivi doveva incentivare a nuove assunzioni e stimolare i consumi “ma di fatto non ha prodotto nulla di tutto questo se non perdere la cognizione dello staccare dal lavoro nel giorno di festa, di riposo e riequilibrio psicofisico”.
“Nonostante sia stato ampiamente dimostrato che aprire gli esercizi commerciali la domenica non crea nuova occupazione né fa crescere i consumi, sono sempre più numerosi gli immensi striscioni di tanti ipermercati a ricordare ai passanti che quell’esercizio resta aperto anche nei giorni festivi – afferma Geanina Ionela Dobranici, segretario provinciale UGL Terziario Verona -. Chi fa la spesa di domenica non acquista più il sabato o il lunedì, come un tempo”.
“In qualità di Segretario Provinciale – prosegue -, invito tutti i preposti come associazioni datoriali e sigle sindacali, nel rivedere il lavoro domenicale riducendo il numero delle domeniche obbligatorie al fine di ridare al lavoratore e a questa giornata il suo vero senso”.
“A fronte delle 52 domeniche annuali c’è stato un obbligo al lavoro domenicale per 24 domeniche per dipendente. Di queste 24 chiediamo come Ugl Terziario Verona una riduzione del 40% in termini numerici e cioè con un massimo di 14 domeniche obbligatorie per dipendente, se pensiamo che il picco si concentra nelle festività natalizie e le festività pasquali”, conclude Dobranici.













