“Sulle nomine tutte al maschile della Fiera, Sboarina insiste nel dire che sono state privilegiate le competenze. Quindi per il Sindaco sul mercato non c’erano donne abbastanza preparate per occuparsi della Fiera? E dica il Sindaco: quali sono le competenze di Federico Bricolo e di Matteo Gelmetti? Quali grandi aziende hanno guidato finora? Quali sono le competenze manageriali o aziendali che emergono dal loro curriculum professionale? Entrambi hanno vissuto sempre di politica e al sottoscritto non è noto quali meriti professionali possano vantare”, a parlare senza mezzi termini è Michele Bertucco di Sinistra in Comune.
“Più Sboarina cerca di difendere questa scelta indifendibile, che ha una ragione squisitamente politica che ha a che fare con la spartizione pre-elettorale delle poltrone, più crea imbarazzo nella città e tra i cittadini. Scopo delle quote rosa non è introdurre degli obblighi ma sensibilizzare alla parità di genere. Ma le parole del Sindaco mostrano che la mentalità maschilista che permea la sua coalizione non è mai cambiata”, insiste il consigliere comunale.

“Rientrando nel bilancio consolidato del Comune di Verona, ci sono ampi spazi dal punto di vista giuridico per affermare che Verona Fiere sia tenuta a rispettare la legge Golfo-Mosca del 2012 per il riequilibrio di genere, con la possibilità quindi di rivendicare il quinto dei posti che la legge riserva al genere meno rappresentato (facile indovinare quale sia…) nei consigli di amministrazione e nei collegi sindacali”, dicono Sabrina Ugolini, portavoce Donne Democratiche Verona e Claudia Longhi, portavoce Donne Democratiche Veneto.
“A distanza di dieci anni il problema però non è più giuridico, ma politico e culturale – dicono dal Pd -. Quasi ovunque le leggi per la promozione della parità di genere in campo economico hanno dato buoni frutti, contribuendo a rompere il soffitto di cristallo che impedisce alle donne di arrivare ai vertici delle aziende e degli enti. Tranne che a Verona, dove una maggioranza retrograda e arrogante calpesta fino all’ultimo giorno i progressi nei diritti civili e delle persone”.
“Offensive le giustificazioni del Sindaco Sboarina il quale, dicendo che le nomine hanno seguito un criterio di competenza, di fatto ha affermato che in tutta la città non ci sarebbe una sola donna in grado di amministrare la fiera. Peggio la toppa del buco”.













