Tutti si saranno chiesti almeno una volta dove vanno a finire i soldi delle tasse che ogni anno si versano al Comune, come l’addizionale Irpef e l’Imu, e in che modo l’ente locale investe gli introiti dalle altre imposte locali, per esempio la tassa di soggiorno, l’occupazione di suolo pubblico o i diritti sulle affissioni pubblicitarie. Vanno nel “calderone” delle entrate e servono per pagare i servizi pubblici. Sì, ma quali? A chiederselo sono Tommaso Ferrari, consigliere comunale e Beatrice Verzè, vicepresidente di Traguardi.
“Quel che manca è una comunicazione chiara nei confronti dei cittadini su quanto spende il Comune e per cosa – dicono da Traguardi -. Il bilancio è pubblico, ma chiaramente non tutti sono in grado di interpretarlo, perciò una buona pratica già in uso in diverse realtà europee è quella di inviare a tutti i cittadini un resoconto annuale con infografiche di facile lettura per spiegare come le imposte vengono spacchettate nelle diverse voci del bilancio della pubblica amministrazione: sicurezza, ordine pubblico, trasporti, cultura, infrastrutture e così via. La proposta del movimento civico Traguardi è di replicare questa iniziativa”.
“Si può fare tanto a livello comunale quanto territoriale – Ferrari e Verzè – per rendere conto ai residenti di quanto il Comune ha investito in ogni quartiere, ad esempio per il rifacimento delle strade, per l’abbattimento delle barriere architettoniche o per le attività che vengono organizzate dalle circoscrizioni. E in questo modo il cittadino può capire anche come sono variate le esigenze di spesa del Comune e quanti soldi sono arrivati dallo Stato, dalla Regione e dai fondi europei. In un momento di disaffezione nei confronti della politica, questa operazione di trasparenza a costo quasi zero può davvero contribuire ad avvicinare i cittadini alla macchina amministrativa”.













