Coldiretti Veneto lancia un allarme che riguarda la conferma di finanziamenti per i produttori di surrogati di carne. Il flusso di denaro sta interessando diverse aziende americane con nuove produzioni e piace anche in Europa, dove sul mercato potrebbero essere messe in commercio bistecche artificiali create in laboratorio.
“Le cifre sono da sballo – commenta Coldiretti Veneto – e superano di gran lunga il valore del patrimonio zootecnico regionale che rappresenta 2 miliardi di euro pari al 36% del fatturato agroalimentare totale. Quello zootecnico è un comparto identitario con razze pregiate e recuperate dall’estinzione soprattutto dalle nuove generazioni che investono in misure sostenibili per ridurre l’impatto ambientale. Gli allevatori hanno messo in campo sforzi importanti adottando forme di alimentazione controllata, disciplinari e restrittivi sistemi di rintracciabilità elettronica e forme di vendita diretta attraverso le fattorie e i mercati di Campagna Amica”.
I consumatori si dimostrano diffidenti nei confronti di prodotti sintetici e, secondo un sondaggio condotto da Coldiretti/Ixè, il 95% degli italiani non mangerebbe mai carne sintetica se questa arrivasse sul mercato, con una bocciatura quasi plebiscitaria per la bistecca fatta in laboratorio da cellule staminali prelevate dal muscolo di un bovino, rompendo il legame con la naturalità del cibo. Il 68% degli intervistati non si fida delle cose non naturali, il 60% ha consistenti dubbi sul fatto che i prodotti di sintesi siano sicuri per la salute, il 42% sostiene che la carne artificiale non avrà mai lo stesso sapore di quella vera e il 18% teme per il suo impatto sulla natura. Infatti, c’è chi fa notare, soprattutto tra i vegetariani e i vegani, che si tratta comunque di prodotti ottenuti dagli animali, peraltro con sistemi particolarmente cruenti.
Sempre secondo l’indagine condotta da Coldiretti/Ixè, le campagne di marketing che negli ultimi tempi hanno cercato di demonizzare la carne vera per promuovere quella sintetica sembrerebbero aver fallito, in quanto il 96% degli italiani continua a mangiare carne con una frequenza media di consumo di 2,7 volte a settimana ed è convinto che la giusta quantità di carne, bianca e rossa, sia una componente fondamentale della buona dieta.
In testa alle caratteristiche che il consumatore considera prima di acquistare c’è il fatto se la carne proviene da un allevamento italiano, seguita dalla presenza di un’etichetta con informazioni dettagliate e se arriva da un’azienda del proprio territorio. Prezzo e convenienza si piazzano solo al quarto posto, subito davanti ai marchi ad indicazione di origine.













