Home Articoli Museo della radio, “Ci siamo fidati dell’Amministrazione, ma dopo 4 anni ancora nulla di fatto”

Museo della radio, “Ci siamo fidati dell’Amministrazione, ma dopo 4 anni ancora nulla di fatto”

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“Dopo 4 anni di chiusura forzata, in attesa di avere Porta Nuova consegnata post lavori di restauro (con un anno di ritardo), la situazione ad oggi è drammatica. Abbiamo investito tutti i fondi in questo progetto, fidandoci pienamente dell’Amministrazione comunale che con la regolare concessione fatta, si impegnava a consegnare la porta alla nostra associazione a termine lavori di restauro nel gennaio 2020 – dice Francesco Chiantera, Curatore e Responsabile del Museo della radio -. Ad oggi, siamo difronte ad una situazione surreale, nei 20 anni del Museo chiusi e a rischio morte certa dopo 4 anni di attesa e con un nulla di fatto in mano”.

“È inconcepibile non aver avuto un benché minimo contatto costruttivo con chi di dovere, per almeno trovare eventuali situazioni parallele, se ci fossero stati dubbi o ulteriori ritardi – spiega Chiantera -. Si poteva intervenire concretamente per tempo, e invece nulla, il silenzio è il classico muro di gomma, che ci danneggia in maniera devastante, ma altrettanto il danno turistico culturale si amplia a tutta la città, parliamo dell’unico Museo al mondo riconosciuto ufficialmente dalla figlia in vita del Nobel Guglielmo Marconi, la Principessa Elettra che oltretutto, doveva presenziare al taglio del nastro del 25 aprile, giorno del compleanno del padre e fino al 1938 decretata giornata di solennità civile al genio italiano”. 

“Museo che comprende 7 sezioni dedicate alla comunicazione universale con oltre 5000 pezzi di inestimabile valore che a breve saremo costretti a vendere parzialmente, per sopravvivere e mantenere il Brand museale attivo, brand che ad oggi è in testa al volume di ricerca Museale delle realtà culturali cittadine su Google, nonostante il Museo sia chiuso da anni”, spiega il curatore. 

“Si è sempre lavorato in maniera minuziosa e costruttiva, con longevità e apertura mentale a lunga gettata, il bene comune è la priorità, conserviamo la storia anche dei cittadini Veronesi, essendo il Museo farcito di collezioni locali, la mission è trasversale, pertanto la discriminazione culturale che questa ed altre realtà stanno subendo a Verona è inaccettabile, si spera a questo punto per incompetenza e ignoranza in materia, perché se i motivi fossero altri sarebbe un danno incalcolabile che la storia cittadina pagherebbe è difficilmente risanerebbe”, insiste Chiantera. 

“Il progetto MU.RA è stato sin dal 2019 pensato con gli organi amministrativi competenti e in parallelismo con la Soprintendenza. Un museo/galleria che evidenzi per il 70% la bellezza monumentale e parli green con pannellatura solare che autoalimenti il polo culturale -spiega ancora il curatore -. Un supporto digitale www.tourverona.com da mettere a disposizione dei turisti e visitatori per divulgazione cittadina, un MUSEO che racconta il passato, proiettato al futuro. Tutto supportato economicamente dall’associazione Museo della radio a disposizione e fruizione pubblica”. 



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