“Mercoledì 16 marzo il limite di legge annuale del Pm10 – 35 giorni oltre i 50 microgrammi per metro cubo d’aria – è stato superato nella centralina Arpav di Borgo Milano”. Ancora una volta a darne notizia è il consigliere comunale Michele Bertucco.
“La centralina di Corso Milano ha registrato al 17 marzo scorso 37 giorni oltre il limite, tallonata dalla centralina del Giarol Grande con 32 superamenti – spiega Bertucco -. Siamo entrati nel ventiduesimo anno consecutivo in cui l’aria di Verona è fuorilegge. Tutti noi siamo vittime dell’esposizione prolungata alle micropolveri: la condizione più dannosa per la salute.”
“Un aspetto dell’inquinamento spesso e volentieri trascurato riguarda gli effetti delle polveri sulla salute dei cittadini. Dovrebbe bastare consultare i numeri delle patologie legate all’inquinamento per infondere nei nostri amministratori la volontà di fare le cose per bene”, ricorda Bertucco.
“L’esposizione prolungata nel tempo anche a bassi livelli di PM10 annovera molte possibili conseguenze – prosegue il consigliere -. Dai disturbi respiratori lievi, alla diminuzione della funzionalità polmonare, alle bronchiti croniche e danni al sistema cardiovascolare, all’aumento della mortalità sia per gravi malattie respiratorie che per tumori al polmone. Tumori legati anche a sostanze cancerogene veicolate dalle polveri sottili come il Benzo(a)Pirene”.
“Un’azione efficace contro le polveri richiederebbe anche un adeguamento delle politiche urbanistiche, invece, dopo la grande ondata di commerciale di Tosi, si continua ad aggiungere commerciale a dosi omeopatiche su tessuto già saturo come a Verona Est (Tiberghien, Aldi…) e a Verona Sud (ex Tabacchi) e a promuovere la crescita di grandi attrattori di traffico”, aggiunge.
“Serve intervenire anche sui sistemi di riscaldamento, efficientando gli edifici e rigenerando il patrimonio edilizio – spiega Bertucco -. Sarebbe fondamentale che il Piano degli Interventi fermasse le edificazioni nelle aree verdi– che mitigano lo smog. E più aree verdi per la loro capacità di filtrare e abbattere lo smog servono soprattutto nelle zone dove il verde pro capite è più basso. Le misure strutturali di cui c’è bisogno dovrebbero prevedere il potenziamento del trasporto pubblico su ferro e su gomma, ma di ciò non c’è traccia nei piani del Comune, né in quelli della Regione”.
“Su questi interventi è doveroso che l’Amministrazione verifichi come usufruire dei finanziamenti della transizione ecologica del PNRRR e in questo caso presentare progetti condivisi con i vari “stakeholder” cittadini”, conclude Bertucco.













