Si è svolto oggi su proposta della Vicepresidente e Assessore alle Infrastrutture e Trasporti della Regione Veneto Elisa De Berti, l’incontro di aggiornamento e confronto con gli enti locali e le associazioni di categoria per fare il punto sugli interventi relativi all’Alta Velocità sulla linea Brescia-Verona–Padova e analizzare gli effetti del cantiere e le ricadute dell’intervento sull’economia locale.
All’incontro, che si è tenuto nella sala consiliare della Provincia, oltre alla De Berti, hanno partecipato il sindaco Federico Sboarina, l’assessore alla Pianificazione urbanistica Ilaria Segala, l’assessore ai Lavori Pubblici Luca Zanotto, il presidente della Provincia Manuel Scalzotto, il commissario straordinario e direttore della Direzione Investimenti di Rete Ferroviaria Italiana Spa Vincenzo Macello e i rappresentanti di enti e categorie economiche.
“Oggi è la prima volta che viene fatto un incontro con tutti gli enti e le associazioni di categoria del territorio veronese per parlare di Alta Velocità. Abbiamo di fatto adottato un metodo di lavoro che ha permesso di costruire un modello virtuoso che consiste nel condividere le soluzioni pratiche con i soggetti coinvolti per arrivare al raggiungimento degli obiettivi prefissati”, ha affermato la Vicepresidente De Berti.
“Dei quattro corridoi TEN-T di interesse europeo che interessano l’Italia, tre coinvolgono il Veneto e due di questi si incrociano a Verona, che rappresenta quindi un nodo fondamentale, la cui centralità si estende a tutto il territorio regionale, sia per il trasporto merci che per il trasporto passeggeri. Nei prossimi anni la città di Verona sarà interessata da una serie di cantieri che avranno un impatto estremamente significativo sulla città ed il territorio circostante”, conclude De Berti.
Sono circa 25 gli interventi diversi che coinvolgeranno l’area di Verona relativamente all’AV/AC e che consentiranno il raggiungimento di tre obiettivi fondamentali: connettere Brescia-Verona-Vicenza-Padova con una riduzione dei tempi di percorrenza per i viaggiatori, avere un itinerario merci preferenziale che consentirà di passare dalla gomma al ferro, ed infine – conseguentemente – liberare le linee regionali dai treni merci e a lunga percorrenza, aumentando la capacità dei convogli a servizio dei cittadini e dei pendolari.













