“Il 31 gennaio 2022 doveva entrare in funzione il filobus. Questa era la promessa della I e della II amministrazione Tosi confermata inizialmente anche dall’amministrazione Sboarina”, commenta il consigliere di In Comune per Verona – Sinistra Civica Ecologista, Michele Bertucco.
“Poi come sempre il sindaco dichiarerà che il progetto del filobus lo hanno ereditato da Tosi. In realtà, Il cambio di progetto da tramvia a filobus avvenne nel 2008 ad opera della giunta Tosi di cui facevano parte i vari Sboarina, Padovani, Corsi, Polato sulla promessa che la filovia sarebbe stata più facile e rapida da realizzare. Non hanno mai voluto prendere sul serio chi dimostrava che i vantaggi erano tutt’altro che evidenti e che, anzi, si trattava di un’opera zoppa, ed ecco i risultati 15 anni dopo”, dice amaro il consigliere.
“Nel giugno 2020 il sindaco Sboarina aveva promesso una soluzione “in pochi mesi” allo stallo ma invece poi è arrivata la risoluzione del contratto con l’Ati e poi di nuovo la pace con le imprese. Nel frattempo delle tre varianti urbanistiche citate (Via Pisano-Viale Spolverini, Via San Paolo ed Ex Manifattura Tabacchi) non c’è neanche l’ombra, e il presidente di Amt si è ben guardato, in questi mesi, dal dire qualcosa sull’unificazione dei sottopassi in Città di Nimes che sono ancora parte (la più impegnativa) del progetto. Fumosi anche i termini presunti del nuovo accordo con il Ministero”.
“La stolta propaganda dell’amministrazione continua ad indicare come una grande conquista il ritorno al progetto del 2012 senza rendersi conto che i continui annunci sull’arrivo delle varianti erano patrimonio comune anche della precedente amministrazione Tosi e del suo assessore Enrico Corsi. O forse se ne rendono conto fin troppo bene, continuando scientemente e senza vergogna a prendere in giro i veronesi”, conclude Bertucco.













