Si è svolta ieri, mercoledì 26 gennaio, la riunione per presentare il Documento preliminare del Piano regionale della mobilità ciclistica e discutere sullo stato di attuazione delle cinque ciclovie nazionali VENTO, Sole, Garda, Trieste-Lignano Sabbiadoro-Venezia e Adriatica. L’incontro è stato promosso dalla Vicepresidente della Regione e Assessore regionale alle infrastrutture e trasporti Elisa De Berti e si è tenuto in teleconferenza. Ai lavori hanno partecipato Fiab, Upi, Trenitalia, Arpa, Veneto Strade e Infrastrutture Venete.
Il Piano Regionale della Mobilità Ciclistica (PRMC) viene redatto con cadenza triennale, partendo dalle indicazioni del Piano Regionale dei Trasporti (PRT) e in coerenza con il Piano Generale della Mobilità Ciclistica (PGMC). Il suo obiettivo è promuovere l’uso della bicicletta come mezzo di trasporto per le esigenze quotidiane e le attività turistiche e ricreative.
Gli obiettivi fondamentali del Piano sono cinque: realizzare un sistema di ciclovie regionali di media/lunga distanza, che siano integrate con altri sistemi di mobilità; avviare modelli di gestione coordinata delle ciclovie regionali; rafforzare la sostenibilità attraverso infrastrutture ciclabili di lunga distanza; riavvicinare i cittadini al paesaggio, favorendone nuove forme di fruizione in bicicletta, e innescare un cambiamento culturale che consideri le dorsali ciclabili come la base degli interventi infrastrutturali su un territorio.
“Fin dalla fase iniziale di redazione del Documento Preliminare al PRMC, la Regione ha avviato un’importante attività di ascolto di alcuni portatori di interesse, prevalentemente di carattere istituzionale quali le Province e la Città Metropolitana di Venezia. Inoltre sono stati organizzati momenti di confronto con i diversi uffici regionali competenti in materia di mobilità ciclistica o che si occupano di tematiche complementari– afferma la Vicepresidente De Berti -. Il lavoro di sinergia tra i soggetti istituzionali e gli operatori della mobilità è stato fondamentale sia per la raccolta di informazioni sullo stato dei tracciati ciclabili esistenti e di previsione che interessano le diverse realtà provinciali, sia per la ricostruzione del quadro pianificatorio vigente in materia di Piani Urbani della Mobilità Sostenibile (PUMS) e Biciplan”.
“L’obiettivo è quello di far sì che la mobilità ciclistica sia concepita sia in termini infrastrutturali che turistico ambientali guardando contemporaneamente ad una duplice tipologia di fruitori, sia veneti che turisti, garantendo ad entrambi di potersi muovere nelle migliori condizioni possibili. Le infrastrutture ciclabili rappresentano, infatti, un’occasione unica per innescare processi di rigenerazione dei territori che attraversano e per favorire un’innovazione culturale”, spiega la Vicepresidente.
Per quanto riguarda le ciclovie nazionali sono in corso le attività di progettazione propedeutiche all’assegnazione delle risorse Pnrr. Il sistema si compone di dieci ciclovie, cinque delle quali si trovano in Veneto, per un totale di circa 400 km. Tra queste c’è anche la ciclovia del Garda, un anello lungo il lago che comprende circa 65 km ciclabili in Veneto. Dei 37 milioni previsti dal Pnrr, alla ciclovia del Garda saranno destinati 10.493.469 di euro per la realizzazione di 6 km.
“Nell’ambito generale del Piano Regionale dei Trasporti, l’incontro sullo stato di attuazione delle 5 ciclovie ha permesso di tracciare un quadro complessivo dello stato dell’arte, dei fabbisogni e dei prossimi impegni – afferma la Vicepresidente -. Il protocollo siglato tra Regione e Veneto Strade assegna a quest’ultima il compito della progettazione ed esecuzione, per lotti, delle 5 ciclovie nazionali. I prossimi mesi saranno decisivi per pianificare un sistema di mobilità ciclistica integrata, intermodale e sostenibile”, conclude la Vicepresidente.













