L’indagine contro Luca Morisi per la cessione di stupefacenti si avvia verso l’archiviazione. Le conversazioni in chat tra l’allora responsabile della comunicazione social di Matteo Salvini e i due escort rumeni avvenute la notte del 14 agosto confermano che non fu lui a procurare il flacone di Ghb, la «droga dello stupro» trovato nello zaino di uno dei due ragazzi. Appena i magistrati avranno l’esito delle analisi sul liquido solleciteranno dunque la chiusura del fascicolo.
A riportare la notizia è il Corriere della Sera. Nel registro degli indagati sono attualmente iscritti uno dei due ragazzi rumeni (Petre Rupa) e lo stesso Morisi, ma è probabile che anche l’altro ragazzo finisca indagato, in quanto lui stesso nella chat ammette di aver portato insieme all’amico a casa di Morisi il Ghb. Ma tutte le ipotesi di reato verranno derubricate a una questione amministrativa perché la dose di droga liquida rinvenuta nell’automobile è compatibile all’uso personale, così come gli 0,31 grammi di cocaina trovati a casa di Morisi.
I quantitativi di entrambi gli stupefacenti rinvenuti sono dunque minimi e non sarebbero tali da presupporre il reato di spaccio e probabilmente neanche quello di cessione di sostanze stupefacenti. Nei confronti di Morisi rimane la segnalazione al prefetto come assuntore di stupefacenti.
E adesso in molti (dentro e fuori gli ambienti politici) iniziano a pensare che il caso sia stato sollevato ad hoc, proprio poco prima delle elezioni amministrative, per far fuori Morisi e per gettare discredito sulla Lega.













