In vista dello scatto finale della prossima primavera, i partiti iniziano a posizionarsi sulla griglia di partenza, con la politica romana che cerca di dettare il ritmo della gara. Perché se Salvini riapre la porta a Tosi e “dimentica” le dispute del passato, Fratelli d’Italia invece torna a Verona per sostenere il suo candidato sindaco, Federico Sboarina, con un unico pensiero, “il centrodestra deve restare unito”.
Il centrodestra di Palazzo Barbieri vede FdI, Lega, liste civiche Battiti e Verona Domani, e anche Forza Italia che ormai non sostiene più questa maggioranza (anzi ricordiamo che alle scorse Regionali ha sostenuto Tosi e Bozza). Insomma tante realtà con anime diverse tra loro che sarà difficile gestire, soprattutto dopo l’adesione del primo cittadino a FdI, sgambetto che i leghisti non hanno gradito.
Ieri al Liston 12 di Piazza Bra c’erano Francesco Lollobrigida capogruppo FdI alla Camera, con Sboarina, il coordinatore regionale Luca De Carlo e quello provinciale Ciro Maschio, la linea è chiara: “In questo difficile periodo l’Amministrazione veronese ha fatto bene ed è giusto che si prosegua su questa strada- spiega Lollobrigida -. Sono pochi i comuni nei quali il centrodestra non è unito e Verona non deve essere uno di questi”.
Il rischio di scossoni c’è, ma a stemperare la discussione ci pensa Matteo Gasparato, presidente di Verona Domani, rinominato alla guida del Consorzio Zai, che spiega: “Ad oggi non ci sono ragioni per le quali il centrodestra non dovrebbe correre unito. Se così sarà noi sosterremo Sboarina, ma se così non fosse, o non fosse più lui il candidato, allora nulla è scontato”.
Per Prima Verona, guidata da Michele Croce, bisogna lavorare su idee e progetti piuttosto che su alleanze politiche e in questo momento storico così complesso anche la Politica deve superare le vecchie “logiche di partito e le sterili diatribe interne” per puntare a costruire un futuro migliore per la città.













