“Dalla lettura della proposta di bilancio preventivo 2021 emerge l’immagine di un’amministrazione che ha già tirato i remi in barca, determinata a vivacchiare anche durante l’ultimo anno di mandato , incapaci di porsi il problema del rilancio della città in vista della fine dell’emergenza Covid attraverso l’implementazione del sistema della mobilità sostenibile e interventi di riqualificazione urbana”.
Questo quanto dichiarato dagli esponenti del Partito Democratico questa mattina in conferenza stampa. Presenti i i consiglieri comunali Federico Benini, Elisa La Paglia e Stefano Vallani, il segretario cittadino Luigi Ugoli, i consiglieri di Circoscrizione Renzo Bellotti (Prima Circoscrizione), Silvano Pighi (Seconda Circoscrizione), Sergio Carollo (Terza Circoscrizione), Giovanni Sterza (Quarta Circoscrizione), Sara Facci (Quinta Circoscrizione).

Elisa La Paglia 
Stefano Vallani 
Federico Benini
“Le poste di bilancio – affermano i consiglieri – vengono rimescolate per far saltar fuori le risorse per le tradizionali asfaltature di fine mandato sforbiciando però la sicurezza stradale (manutenzione ordinaria e straordinaria della segnaletica stradale dimezzata da 1 milione del 2020 a 500 mila del 2021) e il programma di abbattimento delle barriere architettoniche che passa da 200 a 100 mila euro. In questi 4 anni il livello della tassazione locale ha continuato a crescere dai 1.114,96 euro pro capite del 2018 fino ai 1.266,84 euro pro capite previsti per il 2021. Nel Piano triennale delle opere inoltre compaiono sempre i soliti interventi mai messi in cantiere”.
“A fare le spese di questo immobilismo – proseguono i consiglieri – sono soprattutto i quartieri che invano attendono i segnali di attenzione promessi quattro anni fa dal Sindaco. Anche per questo il Bilancio è stato bocciato da 6 Circoscrizioni su 8 mentre mentre altre due, la Terza e la Settima, non sono neanche arrivate a votarlo per mancanza di numero numero legale. Numerosi gli ordini del giorno approvati che chiedono l’istituzione di un bilancio decentrato per valutare insieme alle Circoscrizioni le priorità di spesa e di intervento. L’esito del giro tra i parlamentini suona come una inequivocabile sfiducia all’assessore al Decentramento“.























