
E’ arrivata l’ultima trimestrale dell’ex Banco Popolare, dove i numeri sono positivi. Utile a 262 milioni in nove mesi, a Verona 10 mila prestiti garantiti, da aggiungere che la liquidità a nord est arriva a quasi 1,5 miliardi. Soddisfatto l’Ad Giuseppe Castagna dopo l’approvazione dei conti della banca lombardo-veneta al 30 settembre. Nel colloquio con gli analisti finanziari l’Ad del Banco Bpm era di buonumore e ha lanciato una frase che diventerà con ogni probabilità una conferma: “Interessati e disponibili ad ogni possibile mossa per rafforzare l’istituto costruito da Giorgio Zanotto“. Poi snocciola una serie di dati importanti ma in parte relativi che sono le 10 mila operazioni erogate e 1,7 miliardi quelle lavorate o in lavorazione. Castagna ha poi confermato le offerte di Amco e Italfondiario sulla vendita di un altro miliardo di crediti deteriorati (costoro saranno i nuovi ricchi del post-pandemia).
Intanto cresce l’interesse dell’istituto di credito francese Crédit Agricole per un’aggregazione sulle attività italiane, puntando sul Banco. Castagna non ha smentito l’interesse dei francesi ma ha fatto capire che nella partita il boccino deve rimanere, attraverso un progetto industriale che consolidi tutti, in mano del Banco, dove si vuole perseguire il progetto di essere una banca forte, se non la più forte del nord Italia. I francesi stanno studiando come fare del Bpm un gran boccone attraverso un OPA (Offerta Pubblica di Acquisto) molto particolare. Da nostre fonti invece risulta che Bpm ambirebbe alla costituzione di una newco con il 40% in mano ai francesi che renderebbe stabile in via definitiva il Banco Bpm. Lo metterebbe anche al riparo, vista la sua quotazione in borsa, da eventuali attacchi speculativi. Sta di fatto che il Risiko bancario prosegue la sua marcia nonostante il Covid.
Il futuro matrimonio tra Banco Bpm e Crédit Agricole farebbe nascere il secondo gruppo nazionale dopo Intesa San Paolo. Si aspetta la primavera prossima per ufficializzare il parto e i due istituti peraltro sono già alleati nella società di credito al consumo Agos, detenuta al 39% dal Banco Bpm, per la parte restante da Crédit Agricole . Secondo gli uomini di Mediobanca, l’istituto di credito francese, potrebbe anche prendere una quota al 30% del Banco Bpm aggirando così l’obbligo di un’OPA totalitaria. Nella realtà però i rumors dicono che la banca francese punta invece a mangiarsi il Banco in un sol boccone. Sotto il profilo dell’amministrazione, Giampiero Maioli, attuale amministratore delegato di Crédit Agricole diventerebbe presidente e Giuseppe Castagna rimarrebbe amministratore delegato. Ovviamente poi c’è il problema delle forbici che andrebbero a sfoltire 300 sportelli dei 2.900 dalla somma delle due banche. L’affare sarebbe in ogni caso un business per entrambi gli istituti di credito, poi il problema diventa politico perchè noi siamo Italiani e Agricole è francese. La strada comunque, ormai è tracciata.













