Home In evidenza Agsm/A2A. Riello: “Qestione di poltrone”. La replica di Zavarise e Gasparato

Agsm/A2A. Riello: “Qestione di poltrone”. La replica di Zavarise e Gasparato

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Il presidente della Camera di Commercio Giuseppe Riello, dopo il Cda di Agsm di venerdì pomeriggio, dichiara: “In questa circostanza, come in tante altre, si è ritenuto più importante l’aspetto partitico e politico. Chi ne parla, spesso, non è a conoscenza di un lavoro durato quasi due anni. Vedo la politica solo interessata a non perdere posti e poltrone, e questo mi provoca un grande rammarico”. In risposta arriva la dichiarazione congiunta del commissario provinciale della Lega, nonché assessore al Commercio Nicolò Zavarise e il presidente di Verona Domani Matteo Gasparato: “Suona paradossale che il presidente della Camera di Commercio, Riello, oggi parli di spartizione di poltrone e neghi il ruolo che hanno tentato di giocare i poteri forti nell’operazione Agsm e Aim. Proprio lui, che cumula le cariche di presidente della Camera di commercio, presidente di Aerogest, vicepresidente di Unioncamere, vicepresidente di Fondazione Arena e consigliere di amministrazione del Catullo. Occorrerebbe equilibrio, buon senso e decenza”. I due leader ribadiscono che: “La posizione che portiamo avanti è da sempre e coerentemente a sostegno della fusione con Aim, che infatti abbiamo sostenuto anche nell’ultimo cda. Posizione – precisano – che ha consentito di evitare la svendita di un asset strategico della nostra città a Milano. Svendita che invece avrebbe voluto qualche grande gruppo di interesse, gli stessi che oggi, senza vergogna, provano a scaricare sulla politica gravi errori amministrativi che si sono visti negli ultimi mesi”. “Basti dire – precisano i due esponenti – che il presidente di Agsm Daniele Finocchiaro, sostenuto da Confindustria, si ostina a portare avanti un percorso già clamorosamente bocciato dal Tar della Lombardia. Quella sentenza ha smontato il moloch dell’infungibilità, a cui si erano aggrappati i fautori della maxi fusione. Quanto ai sindacati, che guardavano alla fusione a tre, ci hanno già pensato le rsu a smentirli. Oggi a tutelare gli interessi dell’azienda, dei cittadini veronesi e dei lavoratori sono rimasti Lega e Verona Domani che, come dimostrato in cda, hanno fermato un’operazione che non sarebbe stata fatta nell’interesse dei veronesi, ma del profitto”. In conclusione spiegano: “Siamo favorevoli a percorsi di aggregazione, così come anche il consigliere di minoranza espresso dal Pd. Il fatto che tutti e tre questi consiglieri si siano rifiutati di votare in consiglio dovrebbe dirla sufficientemente chiara sulla natura dell’operazione”.



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