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Quando la solidarietà fa rete

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Il volontariato, spesso, si traduce in azioni pratiche che danno il senso di appartenenza ad una comunità. A Verona, in questo ambito, opera anche Fevoss Santa Toscana; ma è da un’idea di sinergia e solidarietà che è nato, in seguito, anche il progetto “Intreccio”. Sviluppatosi all’interno della Casa Circondariale di Montorio a Verona, lo stesso è cresciuto sino a trovare un proprio spazio proprio all’interno della sede di Fevoss Santa Toscana. Il suo intento, fin dall’inizio, è stato quello di realizzare oggetti all’interno di un vero e proprio laboratorio. Sembrano cose di poco conto ma sono il simbolo di una volontà di aiutare gli altri: piccoli lavori a uncinetto e maglia, lavori sartoriali, della piccola pelletteria, ma anche accessori in pelle e materiale vario per cani. È stata sicuramente una sfida che ha potuto esaltare le potenzialità dei partecipanti al progetto; il coinvolgere, infatti, persone che stanno scontando una pena, ma che beneficiano di un particolare permesso aveva lo scopo di infondere in loro fiducia al fine di un futuro reinserimento nella vita quotidiana. È sicuramente un piccolo esempio ma che serve a favorire il dialogo, a far rete e ad esaltare le doti umani insite in ogni comunità. È un progetto di reinserimento sociale di persone che, assuntesi la responsabilità di un reato commesso, hanno la volontà di cambiare vita e di riprendersi quella che hanno perduto. I prodotti, ovviamente, hanno un costo, non eccessivo, ma sufficiente a sostenere economicamente molti altri progetti di rilevanza sociale; in fondo tutti hanno diritto ad una seconda occasione e il progetto “Intreccio” serve proprio a questo. Da questo progetto, poi, in questo periodo di quarantena, è sorta l’idea di creare mascherine da donare. Il tutto è partito da un’iniziativa di solidarietà, visto che si era alla disperata ricerca di mascherine che risultavano introvabili. Il laboratorio attrezzato all’interno della sede di Fevoss Santa Toscana si è quindi messo in moto e il Progetto “Intreccio”, attraverso le mani amorevoli di molti volontari, ha iniziato a realizzare bellissime e colorate mascherine in stoffa. La Fondazione Cariverona, poi, tramite la Dott.ssa Forestan, ha concesso un nuovo spazio, più grande, perché, nel frattempo, la produzione, e le richieste, aumentavano in modo esponenziale; basti pensare che ad oggi le mascherine realizzate sono oltre 50mila. La rete, nel frattempo, è cresciuta notevolmente grazie ai volontari di Fevoss, a cittadini che hanno donato (e donano tuttora) la stoffa per realizzare queste mascherine che sono, ora, il simbolo della rinascita. Questi dispositivi, quindi, hanno valicato le frontiere della provincia di Verona, andando in ogni parte d’Italia. è la stessa Micaela Tosato a ricordarci come: “Il bene generi bene”. Il carattere nazionale del progetto, però, lo si deve molto ad un ad un cantante rock veronese, “Timothy Rock Cavicchini” e alla sua rete di fans. il cantante si è messo completamente a disposizione del progetto e grazie ai suoi contatti la rete di solidarietà è andata oltre i confini scaligeri, arrivando dove, forse, nessuno, all’inizio immaginava. Questo è ciò che si chiama rete, sinergia: solidarietà. Le mascherine targate “Intreccio” sono andate, perciò, ovunque: a Poggioreale, Rebibbia, Nisida, Procida: un vento di speranza in questo momento buio. Il progetto è cresciuto in modo talmente rapido e ha avuto una risonanza di dimensioni tali che il carcere di Regina Coeli ha voluto che alcuni volontari si recassero presso di loro per insegnare come realizzarle. È un successo di un’idea nata dal nulla ma che ha saputo aprire il cuore di molta gente. Questo progetto, divenuto nazionale, ha avuto un eco senza precedenti. L’amore generato dalla realizzazione di queste mascherine, poi donate in ogni parte d’Italia, avrà anche un particolare momento istituzionale, visto che il Sindaco di Napoli, De Magistris, nei primi giorni di luglio, riceverà una delegazione del progetto per donare loro una targa di riconoscimento della città partenopea giacché le mascherine donate non si sono fermate al carcere di Poggioreale ma sono state distribuite i diversi quartieri del capoluogo campano e per questo motivo il primo cittadino ha voluto esprimere il suo grazie ai volontari di Fevoss facenti parte del progetto “Intreccio”. “Ad accompagnarci – come ci riferiscono gli stessi volontari – ci sarà anche il Sindaco di Verona Federico Sboarina, il quale non mancherà di dare il proprio appoggio a questa bellissima e speciale rete di solidarietà; e valorizzando, ancora di più, il grande cuore di Verona”. “Fevoss – sottolinea Michela Tosato – non ha avuto alcuna spesa; infatti è stata tutta la città a muoversi e a donare quanto ci serviva per realizzare le mascherine che poi, attraverso una rete solidale ha raggiuto ogni parte d’Italia”. Questa, ci piace sottolineare, è la bellezza del volontariato, è la grandiosità di un progetto nato in sordina ma cresciuto rapidamente tanto da assumere un carattere nazionale. Il grazie, ovviamente, va a tutti i volontari e volontarie, ma anche a tutto coloro che, in qualche modo, hanno aiutato Fevoss e il progetto “Intreccio” a crescere perché è solo dal far rete che la solidarietà diventa amore concreto per gli altri.

Guarda i video.

Davide Caldelli


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