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Scandalo arbitri, Rocchi si autosospende: l’inchiesta partita dall’esposto dell’avv. Croce dopo Inter Verona

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Il calcio italiano torna sotto choc. Gianluca Rocchi, designatore degli arbitri di Serie A e B, si è autosospeso dopo aver ricevuto un avviso di garanzia per concorso in frode sportiva. Con lui è indagato anche il supervisore VAR Andrea Gervasoni.

Un’inchiesta pesante, coordinata dal PM Maurizio Ascione della Procura di Milano, che affonda le radici nella stagione 2024-2025 ma che, secondo quanto emerge, nasce da un episodio ben preciso: la contestata direzione arbitrale di Inter-Verona del gennaio 2024.


🧨 Tutto parte da una denuncia veronese

Il punto di origine dell’indagine è chiaro: l’esposto presentato dall’avvocato veronese Michele Croce dopo la partita Inter-Verona dell’8 gennaio 2024.

Nel mirino, la mancata revisione VAR su un episodio decisivo: la gomitata di Alessandro Bastoni ai danni di Duda, avvenuta pochi istanti prima del gol vittoria nerazzurro.

“Ho denunciato gli addetti Var per frode sportiva”.

Una presa di posizione netta, formalizzata davanti al Tribunale di Milano, con accuse precise rivolte agli ufficiali VAR Luigi Nasca e Rodolfo Di Vuolo.

“I due ufficiali avrebbero dovuto constatare il fatto, eseguire il cosiddetto “on field review” permettendo all’arbitro sul campo di verificare l’azione, sanzionare il comportamento antisportivo, annullare il goal”.

Secondo l’esposto, la mancata attivazione del VAR avrebbe configurato una condotta omissiva intenzionale, capace di alterare il risultato della gara.

“La fattispecie criminosa risulta integrata dal fatto che l’artifizio (condotta omissiva intenzionale) dei due ufficiali di gara ha modificato fraudolentemente la realtà”.

Da qui, l’apertura del fascicolo della Procura di Milano, che nel tempo ha raccolto elementi, immagini e audio oggi al centro dell’inchiesta.


🎥 Gli audio nella stanza VAR e i riscontri dei PM

La denunciata circostanziata dell’avv. Croce ha trovato conferma negli atti di indagine e, particolare, nei contenuti del dialogo tra Michael Fabbri, arbitro, e Luigi Nasca, al VAR.

C’è a terra qualcuno. No, aspetta. Fischia, fischia, ma fischia santo cielo. Voglio vedere che è successo. Parte tutto da qua, magari si vede il giocatore che cade, lascio questa camera”, afferma Nasca. Fabbri gli risponde: “Ho detto che lui (Duda, Ndr) si è alzato, mi ha guardato e poi si è rimesso giù. Si alza, mi guarda e poi si rimette giù, questa è furbizia!”.

Mentre Fabbri è accerchiato dai giocatori del Verona, Nasca rivede le immagini del contatto tra Bastoni e Duda e decide di convalidare il decisivo gol di Frattesi: “Fammelo rivedere tutto. Bandiere, qualcosa? No, nessuna bandierina (per segnalare potenziali fuorigioco, Ndr). Vai, vai, vai, vai. Adesso fammi rivedere. Qui è tutto regolare. Fammi rivedere il tiro. Buona, vai, dai veloce. Regolare. Fammi rivedere un attimo solo. Michael, sono Gigi: gol regolare, gol regolare”.

Per il PM, però, l’indagato, “in concorso con altri”, avrebbe omesso di chiamare “On field review” al momento del fallo intenzionale da espulsione di Bastoni commesso in una zona del campo distante dal gioco da cui seguiva immediatamente la rete della squadra di casa, decisiva del risultato finale.

Gli investigatori stanno analizzando anche altri episodi. Tra questi, la partita Udinese-Parma del 1° marzo 2025, decisa da un rigore dopo revisione VAR.

Nei video acquisiti si vede l’arbitro VAR discutere l’azione, fino alla decisione finale. Ma un dettaglio attira l’attenzione: il momento in cui il direttore di gara sembra ricevere un input esterno.

Secondo un esposto, proprio Rocchi si sarebbe avvicinato alla sala VAR per richiamare l’attenzione degli arbitri, un comportamento che – se confermato – violerebbe le regole di autonomia del sistema.

La stanza VAR, infatti, deve restare isolata: nessuno può interferire.


⚠️ Un sistema sotto pressione

L’inchiesta non si ferma qui. Coinvolge più livelli: arbitri, VAR, vertici tecnici e rapporti con la Figc.

Un quadro che richiama inevitabilmente precedenti pesanti del calcio italiano, come lo scandalo di Calciopoli, anch’esso costruito sull’ipotesi di frode sportiva.


🛑 Rocchi si ferma: “Uscirò indenne”

Dopo la notifica dell’avviso di garanzia, Gianluca Rocchi ha scelto di farsi da parte.

“Questa scelta, sofferta, difficile ma condivisa con la mia famiglia, vuole permettere un corretto decorso della fase giudiziale, da cui sono certo uscirò indenne e più forte di prima”.

L’interrogatorio è fissato per giovedì. Sarà il primo momento chiave per chiarire la sua posizione.


⏳ E ora cosa succede

L’indagine è solo all’inizio, ma il segnale è già forte: il sistema arbitrale italiano è sotto accusa.

E tutto, ancora una volta, riporta a quella notte di San Siro. Una gomitata, un VAR silenzioso, una denuncia.

Da lì, un effetto domino che oggi scuote il calcio italiano.



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