Home Articoli VIDEO (1:31) – Concessionaria dell’Est Veronese, finanziamenti “fantasma”: scoperta dalla GdiF frode da 1,1 milioni

VIDEO (1:31) – Concessionaria dell’Est Veronese, finanziamenti “fantasma”: scoperta dalla GdiF frode da 1,1 milioni

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Finanziamenti mai richiesti, clienti ignari trasformati in “morosi” e oltre 1,1 milioni di euro finiti sotto la lente degli inquirenti. È il quadro emerso dall’operazione condotta dalla Guardia di Finanza di Verona che ha portato all’esecuzione di un’ordinanza di misure cautelari reali, disposta dal GIP del Tribunale di Verona, e a una perquisizione nei confronti del titolare di una concessionaria dell’est veronese.

L’uomo è indagato per truffa e autoriciclaggio.

Il meccanismo: pratiche attivate a insaputa dei clienti

Secondo quanto ricostruito dai Finanzieri della Compagnia di Soave, il concessionario – dealer convenzionato con una nota finanziaria del settore automotive – avrebbe sfruttato il canale privilegiato con l’istituto di credito per presentare pratiche di finanziamento fittizie.

Le domande sarebbero state compilate utilizzando la documentazione di clienti reali, ma del tutto ignari. In questo modo sarebbero stati attivati decine di rapporti di credito collegati all’acquisto di veicoli, con dati alterati per superare i controlli – spesso meramente formali – previsti per la concessione del finanziamento.

Il risultato? Liquidità immediata a favore della società, mentre le vittime si sono ritrovate a ricevere solleciti di pagamento per contratti mai firmati o, peggio, a vedersi respingere richieste di mutui e prestiti perché formalmente risultate inadempienti.

Quasi cinquanta persone coinvolte

Sono circa cinquanta le persone coinvolte, tra parti lese e soggetti danneggiati. Un sistema definito dagli investigatori come un vero e proprio “rubinetto di liquidità”, alimentato sfruttando la rete commerciale convenzionata con la finanziaria.

Le analisi dei flussi finanziari hanno consentito di quantificare in oltre 1,1 milioni di euro le somme complessivamente ottenute. Importi confluiti sui conti della società e successivamente mescolati a entrate lecite, configurando anche il reato di autoriciclaggio.

Sequestri e cash dog in azione

Nel corso delle perquisizioni, eseguite anche con il supporto delle unità cinofile “cash dog”, sono stati rinvenuti e sequestrati denaro contante e gioielli, alcuni dei quali nascosti in un doppio fondo ricavato in un armadietto all’interno di una stanza adibita a lavanderia.

L’operazione si inserisce nel più ampio impegno della Guardia di Finanza nel contrasto agli illeciti economico-finanziari che alterano la concorrenza leale e colpiscono direttamente cittadini e imprese.



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