Si accende lo scontro politico attorno al tradizionale drappo dei Vigili del Fuoco dedicato a Santa Barbara e alla sua esposizione sulla Torre dei Lamberti. Dopo lo stop imposto dalla Soprintendenza, arrivano le dure reazioni del senatore Matteo Gelmetti e dell’onorevole Marco Padovani, entrambi di Fratelli d’Italia, che parlano apertamente di decisione «incomprensibile» e «ingiusta».
Gelmetti attacca: “La legge è uguale per tutti. Due velocità inaccettabili”
Il senatore Gelmetti esprime forte sconcerto per la richiesta di rimuovere il drappo dei Vigili del Fuoco, una tradizione “radicata e sentita”, portata avanti con “rispetto, professionalità e affetto verso la città”.
Nel mirino la presunta incoerenza della Soprintendenza:
“Perché ciò che è considerato invasivo su una torre in piazza delle Erbe non lo è sui drappi gialli che da tre anni campeggiano su Palazzo Barbieri, nel cuore di piazza Bra? La legge è uguale per tutti”.
Un paragone che diventa un’accusa politica: piazza Bra non sarebbe tutelata con lo stesso rigore di piazza delle Erbe.
Gelmetti chiede criteri coerenti e uniformi, denunciando “due pesi e due misure non accettabili” e auspicando che la Soprintendenza “voglia riconsiderare la propria posizione”.
Padovani: “Decisione incomprensibile, si trovi una soluzione”
Sulla stessa linea anche il deputato Marco Padovani, già assessore alla Protezione Civile, che definisce la scelta della Soprintendenza “difficile da comprendere”.
“Parliamo di un gesto simbolico che accompagna da anni il Natale dei veronesi e non ha mai arrecato alcun danno al monumento”, ricorda Padovani, sottolineando il ruolo centrale dei Vigili del Fuoco come presidio di sicurezza e umanità.
L’esclusione del drappo rischia – secondo l’esponente di FdI – di apparire distante dal sentire comune:
“Verona ha sempre abbracciato i Vigili del Fuoco con affetto e riconoscenza. Impedire oggi questo gesto rischia di allontanare l’istituzione dalla città”.
Da qui l’appello finale: “Serve buon senso da parte di tutti. Si trovi subito una soluzione condivisa”.


















