Duro intervento dell’europarlamentare Daniele Polato (Fratelli d’Italia) a Strasburgo, dove il deputato ha puntato il dito contro la gestione dei fondi europei destinati alle Ong, definendola opaca e priva di adeguati controlli. Il tema arriva mentre – sottolinea Polato – a Verona “si occupavano spazi pubblici per fare politica mascherata da attivismo ambientale”, mentre a Bruxelles emergevano criticità di vasta portata.
Polato parla di un vero e proprio caso europeo: “Abbiamo scoperchiato l’ennesimo vaso di Pandora: milioni di fondi UE finiti nelle tasche di Ong finanziate con i contributi pubblici per imporre l’ideologia green, senza una reale supervisione. Contributi che avrebbero potuto sostenere imprese, famiglie, giovani sono finiti in un enorme buco nero”.
Il deputato di Fratelli d’Italia, intervenuto a sostegno del gruppo di lavoro sulla trasparenza delle Ong – gruppo che, riferisce, sarebbe “ostacolato dalla sinistra europea” – insiste sulla necessità di chiarezza: “I cittadini devono sapere come vengono spesi i loro soldi. Non ci può essere un’Europa credibile e seria se mancano trasparenza e legalità”.
Secondo le verifiche della Corte dei Conti europea, nelle scorse settimane sarebbero infatti emerse “nuove e significative criticità” nella gestione dei finanziamenti assegnati alle organizzazioni non governative durante la precedente legislatura. Dall’analisi preliminare di numerosi contratti, Polato denuncia l’esistenza di fondi destinati a Ong ultra-ambientaliste con lo scopo di “facilitare l’approvazione delle norme del Green Deal”, un’operazione che definisce senza mezzi termini “un’oscenità”.
“Parliamo di miliardi di euro pubblici distribuiti ad organizzazioni senza un’adeguata supervisione, tale da garantire che i beneficiari fossero realmente indipendenti, che gli obiettivi dichiarati corrispondessero a quelli perseguiti e che non ci fossero forme mascherate di lobbying politico”, afferma l’eurodeputato.
La conclusione è altrettanto netta: “Inaccettabili privilegi per pochi e oscuri ‘eletti’ a discapito dell’associazionismo serio e reale, motore della nostra società”.
Una denuncia che promette di aprire un fronte politico destinato a far discutere dentro e fuori dal Parlamento europeo.
