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Controlli straordinari sulle bici elettriche alterate: 25 mezzi sequestrati, verifiche con il banco-prova della Motorizzazione

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Operazione ad alto impatto della Polizia Locale di Verona, che nelle ultime ore ha svolto un servizio straordinario contro l’utilizzo di biciclette elettriche alterate, in collaborazione con il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. L’obiettivo: riportare legalità e sicurezza sulle strade, dopo l’aumento dei sinistri legati alla micromobilità elettrica.

Le e-bike, per rientrare nella categoria dei velocipedi, devono rispettare i limiti fissati dall’art. 50 del Codice della Strada: velocità massima assistita di 25 km/h, potenza nominale continua entro 250W (o 500W per i mezzi da trasporto merci), assenza di acceleratore e avvio del motore solo tramite pedalata. Inoltre, senza pedalare non possono superare i 6 km/h, e il motore deve disattivarsi automaticamente al raggiungimento dei 25 km/h o quando si smette di pedalare.
Se anche una sola di queste condizioni viene meno, il veicolo è a tutti gli effetti un ciclomotore, con obbligo di patente, omologazione, targatura, casco e assicurazione, come previsto dall’art. 97 C.d.S..

Per le verifiche è stato utilizzato il banco-prova mobile omologato della Motorizzazione Civile di Bari, eccellenza nazionale nei test tecnici. Su 78 biciclette controllate, 25 sono risultate alterate: alcune superavano i 50 km/h, altre non richiedevano alcuna pedalata, con batterie da 1.000W e kit di potenziamento acquistati online. Tutti i mezzi irregolari sono stati sequestrati per la confisca.

I controlli si sono estesi dai quartieri fino a corso Porta Nuova e piazza Bra, dove sono state verificate anche motociclette e il rispetto delle norme sui livelli di rumore. Non sono mancati episodi gravi: un conducente è stato denunciato dopo aver esibito una falsa patente internazionale comprata su internet per 500 euro, riportante categorie inesistenti come la “E” in forma autonoma.

Alcuni utilizzatori hanno dichiarato di aver firmato liberatorie presso i negozianti, altri sostengono di non essere consapevoli delle effettive prestazioni del mezzo.

L’assessora alla Legalità Stefania Zivelonghi spiega: “Queste azioni di controllo servono a riportare legalità sulle strade, dove esistono mercati paralleli illegali e dove alcuni utenti vengono truffati da venditori di veicoli alterati, senza marchiature e omologazione. Biciclette che superano i 50 km/h, senza pedalare, sono dei pericoli reali sia per chi le guida, ma anche in caso di incidenti, basti pensare agli investimenti di pedoni. Un ringraziamento alle donne e agli uomini della Polizia locale e ai Funzionari Tecnici della Motorizzazione di Bari per l’ausilio fornito nei servizi di Polizia stradale”.

Un intervento che segna un punto fermo nella lotta ai mezzi alterati, sempre più diffusi e sempre più rischiosi.

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