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Verona, arrestato talent scout dello spettacolo: avrebbe adescato e violentato due minorenni con la promessa di farli diventare famosi

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Un 53enne dell’Est veronese, noto nel circuito locale dello spettacolo come organizzatore di eventi, sfilate e spettacoli giovanili, è stato arrestato dai Carabinieri di San Bonifacio con accuse pesantissime di violenza sessuale continuata e aggravata e pornografia minorile.

L’uomo, attivo da anni nel settore, avrebbe sfruttato il proprio ruolo e la sua immagine di talent scout per adescare due minorenni — una bambina di 11 anni e un ragazzo di 16 — promettendo loro opportunità artistiche e visibilità in programmi radio e televisivi.

Secondo quanto emerso dalle indagini, coordinate inizialmente dalla sostituta procuratrice Silvia Facciotti, l’uomo avrebbe attirato due minori — una ragazzina di 11 anni e un sedicenne — con la promessa di aiutarli a emergere nel mondo dello spettacolo. Gli incontri, avvenuti tra agosto e settembre nel suo studio, sarebbero poi degenerati in ripetuti episodi di violenza sessuale, in parte filmati. Il materiale, ritenuto pedopornografico, sarebbe stato condiviso su canali digitali.

L’inchiesta è partita dopo la denuncia della madre di uno dei minori coinvolti. Nel corso delle perquisizioni, i carabinieri hanno sequestrato dispositivi elettronici nei quali sarebbero stati trovati file e immagini compromettenti. Il fascicolo è stato successivamente trasferito alla Procura di Venezia, competente per i reati di pornografia minorile.

Il 53enne è stato arrestato il 30 settembre e condotto nel carcere di Montorio. Venerdì 3 ottobre è comparso davanti alla giudice per le indagini preliminari Arianna Busato, scegliendo di non rispondere alle domande.

Dalle prime verifiche risulta che l’uomo fosse molto attivo sui social, dove pubblicava foto e post rivolti a «giovani talenti» invitandoli a partecipare a concorsi, shooting o spettacoli da lui organizzati. In uno degli ultimi messaggi, datato estate 2025, scriveva: «Cerco nuovi volti per un progetto televisivo, contattatemi in privato».

L’indagine mira a verificare eventuali altre situazioni analoghe, anche al di fuori del territorio veronese. Al momento, gli investigatori mantengono il massimo riserbo sulle circostanze specifiche e invitano chiunque possa avere informazioni utili a rivolgersi alle autorità competenti.



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