Dopo 21 anni, la titolarità dei marchi collettivi e di certificazione legati ai grandi vini rossi della Valpolicella – Amarone, Amarone della Valpolicella, Recioto della Valpolicella, Valpolicella Ripasso e Valpolicella – passa ufficialmente dalla Camera di Commercio di Verona al Consorzio per la tutela dei vini Valpolicella. Con l’atto notarile firmato due giorni fa e annunciato oggi in Prefettura, il Consorzio assume il pieno controllo degli strumenti di tutela e promozione della denominazione, in Italia e nei principali mercati internazionali.
Il senatore Matteo Gelmetti, che ha svolto un ruolo di raccordo tra il Ministero delle Imprese e del Made in Italy e il Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, ha sottolineato: “È un cambio di gestione che rafforza la capacità del Consorzio di difendere le nostre eccellenze, garantendo maggiore unità, rappresentatività e forza competitiva internazionale. Verona conferma così il suo ruolo di capitale del vino italiano”.
Gelmetti ha ringraziato i ministri Adolfo Urso e Francesco Lollobrigida, il presidente del Consorzio Christian Marchesini e quello della Camera di Commercio Giuseppe Riello, evidenziando come questo risultato sia frutto di un lavoro sinergico tra istituzioni e territorio.
Dal canto suo, il componente di giunta della Camera di Commercio Carlo De Paoli ha ricordato: “Dal 2004, su richiesta dell’allora governance del Consorzio, abbiamo sostenuto l’attività di tutela della denominazione registrando i marchi collettivi nei principali mercati internazionali. Oggi, a fronte di una crescente esigenza di sorveglianza e difesa, la Camera di Commercio ha convenuto di cedere i marchi collettivi in portafoglio, assicurando così al Consorzio un raggio d’azione più diretto e strategico”.
Soddisfazione anche nelle parole del presidente Christian Marchesini: “La titolarità dei marchi collettivi della nostra denominazione ci consentirà di essere ancora più incisivi sul fronte della tutela. Dal 2018 ad oggi il Consorzio ha destinato oltre 1,2 milioni di euro per contrastare la contraffazione e l’Italian sounding, con 176 vertenze tra Italia e estero. Solo lo scorso anno l’Amarone è stato oggetto di 20 tentativi di imitazione”.
Tra i casi più eclatanti, le azioni vinte contro marchi come “Casa Marrone”, “Passorone”, “Amaronauta” o “Gran Marone”, che hanno permesso di ottenere risarcimenti milionari poi reinvestiti in promozione.
Ora al Consorzio spetterà completare la trascrizione della cessione nei 41 Paesi in cui i marchi sono registrati, dall’Europa al Canada, dagli Stati Uniti alla Cina, fino all’Australia, al Giappone e al Sudafrica. Un percorso che rafforza ulteriormente l’immagine internazionale del vino veronese.
? Un passaggio che, come ha sottolineato Gelmetti, rappresenta “tutela, promozione e orgoglio per Verona e per l’Italia”.













