A Verona l’amministrazione Tommasi rivendica una svolta nelle politiche giovanili. In questi tre anni, con l’impegno degli assessori Jacopo Buffolo (Politiche giovanili) e Luisa Ceni (Politiche sociali), sono stati avviati progetti come Spazio Link, Generalab e l’Educativa di Strada, con l’obiettivo dichiarato di ricostruire relazioni con le nuove generazioni e restituire loro luoghi di incontro.
La visione dell’amministrazione
“Abbiamo scelto di tornare ad investire concretamente sui giovani, i loro spazi e la cura delle relazioni” spiega l’ass. Buffolo, sottolineando come l’idea sia quella di creare comunità partendo dal basso. Per l’ass. Ceni, invece, “il lavoro educativo parte dall’ingaggiare i ragazzi nei loro spazi, nel loro quotidiano, per ristabilire un rapporto di fiducia che spesso è stato logorato o non è mai esistito”.
I progetti in campo
- Spazio Link a Borgo Roma è diventato un centro di aggregazione con sale prove per band, eventi culturali, sport e laboratori.
- Generalab, nelle case Agec di via Lussino, offre attività sportive, artistiche e sociali in un contesto libero e accessibile, con particolare attenzione agli adolescenti di seconda generazione.
- L’Educativa di Strada, coordinata dal Gruppo Abele, porta educatori nei parchi e nei cortili dei quartieri Borgo Roma e San Michele, per intercettare i ragazzi direttamente nei loro luoghi di ritrovo.
⚖️ Le perplessità
Non mancano, tuttavia, alcune domande aperte. Quanti giovani, al di là dei numeri degli eventi, stanno realmente beneficiando di questi progetti in termini di crescita personale e opportunità? L’accento posto su “spazi e relazioni” basterà a incidere sulle sfide più profonde – come il disagio scolastico, l’abbandono e la precarietà lavorativa – o rischia di rimanere confinato in esperienze circoscritte a pochi quartieri?
Il dibattito in città
Anche il consigliere circoscrizionale Davide Cremoni ha evidenziato la necessità di rafforzare il ruolo delle Commissioni Giovani e Sicurezza, giudicate troppo poco coinvolte: “I ragazzi non vanno semplicemente spostati, ma ascoltati, coinvolti e supportati”.
Il bilancio
Tra obiettivi ambiziosi e prime realizzazioni, resta da capire se i progetti sapranno trasformarsi in percorsi duraturi, capaci di dare risposte anche alle fragilità più profonde dei giovani.













