Home Articoli ️ Gaza, pentole e campane: l’appello del Sindaco Tommasi rompe il silenzio… anche quello dell’Aida

️ Gaza, pentole e campane: l’appello del Sindaco Tommasi rompe il silenzio… anche quello dell’Aida

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Doveva essere una serata di musica, arte e grande lirica. Ma sabato sera l’Arena di Verona si è trovata ad essere palcoscenico di un evento inaspettato: il messaggio “Stop Genocide”, proiettato sui maxi-schermi all’interno dell’anfiteatro tra il primo e il secondo atto dell’opera, ha trasformato il tempio della lirica in una tribuna politica. Un gesto voluto da Damiano Tommasi, Sindaco di Verona ma anche presidente della Fondazione Arena, per esprimere solidarietà alla popolazione di Gaza.

Ma l’iniziativa – pur animata da un intento nobile – ha suscitato perplessità e proteste, soprattutto per le modalità scelte.

LA CAMPANA DEL RENGO: UN’IRRUZIONE NEL PRIMO ATTO

Diversi spettatori presenti all’opera hanno scritto alla nostra redazione per segnalare un dettaglio che non è passato inosservato. Intorno alle ore 22, la campana del Rengo in Piazza Erbe ha iniziato a suonare a lungo, interrompendo il silenzio carico di emozione proprio mentre stava entrando il coro delle donne, uno dei momenti più toccanti dell’Aida in scena.
“È stato un momento surreale. Il silenzio dell’Arena, tipico dell’attesa prima del coro, è stato coperto dai rintocchi metallici. Sembrava una rottura voluta”, scrive uno spettatore indignato.

FUORI DALL’ARENA: PENTOLE E MANIFESTANTI

Contemporaneamente, all’esterno dell’Arena, alcune decine di manifestanti hanno inscenato un presidio battendo pentole e coperchi, in segno di protesta e solidarietà con la Palestina. A guidare l’iniziativa c’era l’assessore alle politiche giovanili Jacopo Buffolo, che ha preso parte attiva alla manifestazione sotto gli occhi dei turisti e del pubblico in arrivo per lo spettacolo.

IL MESSAGGIO SUI LED: “STOP GENOCIDE”

A metà spettacolo, tra primo e secondo atto, è poi comparsa sui maxischermi all’interno dell’Arena la scritta “STOP GENOCIDE”. Un messaggio forte, chiaro, che ha suscitato degli applausi da alcuni settori del pubblico ma anche dubbi e perplessità da parte di altri, che si chiedono se sia opportuno utilizzare un luogo di cultura internazionale per messaggi politici, per quanto condivisibili.

IL DOPPIO RUOLO DI TOMMASI E LA CONTRADDIZIONE

Il punto centrale della vicenda resta però uno: Damiano Tommasi è Sindaco della città ma anche Presidente della Fondazione Arena (che con un comunicato ufficiale ha negato di aver autorizzato la proiezione dell’immagine). E se da una parte ha voluto dare un segnale politico, dall’altra ha inevitabilmente disturbato l’esecuzione di uno spettacolo lirico internazionale, penalizzando artisti e spettatori e ponendo l’ente che presiede in una posizione quanto meno discutibile.

UN’INIZIATIVA NOBILE, MA CAOTICA

La solidarietà verso la popolazione di Gaza è legittima e condivisibile. Ma il modo in cui è stata portata avanti – campane nel primo atto, pentole fuori, messaggi non autorizzati dentro l’anfiteatro – ha dato vita a una messinscena casuale, caotica e scoordinata, che ha lasciato più dubbi che consensi.

E soprattutto ha prodotto un effetto inedito: un Sindaco che finisce per smentire se stesso, attraverso il comunicato stampa dell’ente che presiede.

Il confine tra gesto politico e manifestazione culturale è sottile, ma essenziale. E mentre la solidarietà verso le vittime di ogni conflitto resta doverosa, molti si chiedono se questa sia stata la sede giusta e il modo giusto. In tanti, soprattutto tra gli amanti della lirica, hanno percepito un uso improprio del palcoscenico areniano, patrimonio condiviso che meriterebbe un rispetto istituzionale forse più neutrale.



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